SILVI – L’allerta meteo che caratterizza gli ultimi colpi di coda della stagione invernale con forti piogge e vento, non hanno fermato i sopralluoghi che in questi giorni si susseguono soprattutto nel dopo-frana a Silvi Paese. Quella che si sta giocando sembra una partita di scacchi con gli eventi naturali che la fanno da padrone, in una zona fortemente a rischio idrogeologico, così come gran parte della porzione centrale appenninica. La presenza a Silvi, sul luogo della frana, dei due titolari del dipartimento di Protezione civile della Regione Abruzzo, Fabio Ciciliano e Maurizio Scelli, è stata supportata dagli esperti di geologia, il professor Nicola Sciarra, del dipartimento di Scienze dell’Università di Chieti e dal professor Nicola Casagli, docente di geologia applicata dell’Università di Firenze, uno dei massimi esperti di fama internazionale per quanto concerne questo tipo di rilevazioni scientifiche.

Al sopralluogo è seguito un tavolo tecnico presso la Sala consiliare del Comune, con il sindaco Andrea Scordella e il responsabile dell’ufficio tecnico comunale, l’ingegner Mario Cerroni. La sintesi di questa consultazione ha offerto un quadro molto più chiaro della situazione, anche se il fenomeno franoso necessita di un assestamento geodinamico per capire come e quando poter agire in maniera efficace per cominciare la messa in sicurezza dell’intero fronte che caratterizza attualmente l’emergenza. Una emergenza che è soprattutto di carattere abitativa per i 18 nuclei famigliari evacuati dalle loro abitazioni e per le 32 persone che sono rimaste di fatto senza casa, con tutte le conseguenze che ne derivano. Se è vero che il Comune di Silvi si è impegnato, sin dal primo decreto di evacuazione delle due case interessate dal principio franoso del 25 gennaio, nell’offrire ristoro alle famiglie sfollate per le spese di locazione di abitazioni provvisorie, è altrettanto sacrosanto constatare che il dramma e il disagio per queste famiglie e per gli abitanti del piccolo borgo collinare è messo duramente alla prova.

Il RESPONSO TECNICO
Ma in tutta questa situazione a tinte grige filtra qualche raggio di luce, che viene raccolto proprio dagli esperti del settore, in particolare dal professor Nicola Casagli, che sulla base dei rilevi fino ad ora acquisiti, afferma che si tratta di una frana «gestibile e stabilizzabile» in quanto relativamente piccola, con un’ampiezza pari a circa 100 mila metri cubi di porzione. Più avanti – secondo il docente di geologia applicata dell’Università di Firenze – anche la zona di interdizione, allargata a titolo precauzionale, potrebbe restringersi. Sul fronte dei ristori, che fino ad ora ammontano a 244 mila euro dal fondo attinto dalla Regione Abruzzo, più 30 mila per i rilievi geologici, ci potrebbe essere una svolta importante, dal momento che è stato redatto un verbale tecnico di cinque pagine per aver ragione del riconoscimento dal governo centrale dello «stato d’emergenza», che porterebbe così allo stanziamento dei fondi economici necessari per gestire ristori e quant’altro riconducibile alla messa in sicurezza del territorio. Da un primo bilancio, la ricostruzione della zona oggetto della frana, che rimarrà interdetta alla costruzione di nuove abitazioni, è di circa 4 milioni di euro.

SCELLI STEMPERA SULLE POLEMICHE
Il direttore della Protezione civile regionale, Maurizio Scelli, ha approfittato della conferenza stampa, alla quale hanno partecipato numerosi giornalisti di televisioni e testate nazionali, per esprimere il concetto che anche in questo frangente «l’Italia ha fatto squadra». Un modo anche per gettare acqua sul fuoco contestualente ai numerosi focolai di polemica contro la presunta inadeguatezza d’intervento delle istituzioni locali e regionali per quanto riguarda il monitoraggio e la gestione dell’emergenza. Il bersaglio principale è stato il sindaco Andrea Scordella, accusato di non aver provveduto ad informare quelle famiglie che abitavano la zona a rischio «offlimits» su quelli che potevano essere i rischi di eventuali crolli. «Molte famiglie delle abitazioni che adesso sono scivolate giù con la frana – racconta Scelli – ci scongiuravano di autorizzarli a farli rimanere a casa. Abbiamo usato un approccio umano e solidale con tutti coloro che ci chiedevano supporto e questo ha contribuito a non avere ulteriori danni oltre quelli materiali. Grazie alla presenza di personale altamente specializzato qui a Silvi, in grado di gestire ogni emergenza in tempi ristretti – conclude il direttore regionale dell’Agenzia di Protezione civile – abbiamo scongiurato il peggio. Anche in questa occasione abbiamo dimostrato che siamo un’eccellenza a livello internazionale».
mas.man.
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