pomeriggio_screening
previous arrow
next arrow
1
previous arrow
next arrow
Banner 3
Banner 4

Il prefetto di Teramo: «Fate presto, riaprite quella strada»

Si è svolta nel tardo pomeriggio di oggi, presso il Comune di Silvi, una riunione tecnica per stabilire le dinamiche sull’apertura della SP29 Nord, chiusa a seguito della prima frana dell’11 aprile del 2025. Giovedì 9 aprile ci sarà la sottoscrizione dell’accordo e l’avvio dei lavori il cui valore stimato è di circa 1 milione e mezzo di euro
Data: 31 Marzo 2026

SILVI MARINA – Sono giorni a dir poco frenetici per il Comune di Silvi e in particolare per il sindaco Andrea Scordella, costretto a fronteggiare una crisi grande come la frana che tiene con il fiato sospeso i cittadini del borgo collinare.

Il sopralluogo tecnico di questa mattina sul costone del cratere, che si manifesta come una grande ferita a cielo aperto, ha visto il capo del dipartimento della Protezione civile regionale, Fabio Ciciliano assieme al direttore dell’Agenzia regionale Maurizio Scelli che a sua volta ha accompagnato sul luogo il docente di Geologia applicata presso l’Università di Firenze, Nicola Casagli, uno dei massimi esperti del settore scientifico a livello internazionale. Nel tardo pomeriggio, invece, si è tenuto un altro importante tavolo tecnico, finalizzato, questa volta, alla riapertura dell’altra bretella della provinciale 29, quella che l’11 aprile del 2025 fu interessata da un altro evento franoso nella zona Nord in zona Vallescura. Una riapertura, quella della bretella provinciale 29, che collega il borgo di Silvi Paese con la zona Nord adriatica della cittadina teramana, che non può più attendere, perché l’intera collina sovrastante è di fatto isolata dopo le ultime sciagure di questi giorni.

A sx Maurizio Scelli, direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione civile e il prefetto di Teramo, il dottor Fabrizio Stelo, erano entrambi a Silvi per trovare una soluzione all’emergenza frana attualente in atto

Per questo motivo, vista l’emergenza incalzante, all’indomani della frana che ha interdetto quella che era l’unica arteria di collegamento rimasta ancora agibile con il borgo storico della collina silvarola, il sindaco Scordella aveva fissato per oggi pomeriggio un incontro con le parti in causa, vale a dire gli attori che concorrono nella complicata fase del contenzioso stragiudiziale. Un nodo assai difficile da sciogliere, anche se a livello di accordo progettuale esiste una convergenza per il ripristino e la messa in sicurezza di quanto è nell’interesse di Aca, Enel, della Provincia di Teramo e della CIM, quest’ultimo proprietario di una porzione dei terreni inseriti nella corona della frana che, scivolata a valle, attualmente occupa un intero tratto della sede stradale a qualche chilometro dalla Statale 16 adriatica.

Lo stesso prefetto di Teramo, Fabrizio Stelo, presente alla riunione con le parti collegate in videoconferenza, ha sollecitato tutti i convocati affinché si trovi nell’immediatezza un accordo condiviso, in modo che si possa dare il via libera ai lavori: «Dopo un anno diventa perentorio – sottolinea il prefetto di Teramo – chiudere un accordo e dare inizio ai lavori per il ripristino di un’arteria che diventa indispensabile per garantire la sicurezza dei cittadini di Silvi Paese, vista l’attuale criticità della situazione». Ha poi aggiunto, con il tono pacato ma allo stesso tempo autorevole di chi ha la necessità e la responsabilità istituzionale di risolvere un problema che adesso diventa nodale: «Il tempo è scaduto – aggiunge il prefetto Stelo da Silvi rispetto alle parti collegate – bisogna fare delle scelte prioritarie, perché Silvi ha fretta di riaprire una strada che diventa indispensabile per gli spostamenti dei cittadini del borgo rispetto alla costa adriatica. Abbiamo fretta; hanno fretta – incalza – seppur nel pieno rispetto di ogni norma, affinché la vita di queste persone possa trovare una parvenza di normalità».

La proposta esposta dal coordinatore del progetto di ripristino e messa in sicurezza della zona, l’ingegner Paradisi, vale all’incirca un milione e mezzo di euro, e prevede un accordo condiviso rispetto a tre «sottoprogetti», che ogni ente (Enel, Aca e Provincia) dovrebbe sviluppare secondo un piano strategico convenuto dalle parti, a garanzia di una politica di consolidamento dell’intero fronte interessato dalla frana. Domattina, tecnici e ingegneri, presso la sede dell’Aca, la società pubblica per la gestione del servizio idrico integrato, faranno l’ultimo incontro tecnico prima del definitivo accordo che è stato rinviato per giovedì 9 aprile alle 16.

Finalmente siamo ad una svolta, perché se tutto dovesse procedere secondo i piani, entro l’estate la SP 29 Nord verrà riaperta al traffico, dopo un anno di rinvii e discussioni che hanno alimentato un disagio che i cittadini non possono più accollarsi dopo tutti i problemi di questi giorni.

mas.man.

 

Articoli correlati:

Incontro produttivo a Silvi per la messa in sicurezza della Sp29

Banner 6
Banner 7
Banner 8
Banner 9