SILVI – I riflettori rimangono ancora accesi sulla frana di Silvi Paese, così come il monitoraggio dell’intero fronte dello smottamento di Santa Lucia, considerato dai geologi ancora instabile, dopo che il 28 marzo scorso ha praticamente distrutto tre edifici, di cui una palazzina che è letteralmente implosa dopo il cedimento del suolo su cui poggiavano le sue fondamenta.

Dopo che è stato decretato lo stato d’emergenza, per una situazione che ha comportato danni stimati per oltre 4 milioni di euro, domani a Silvi ci sarà un nuovo sopralluogo del direttore dell’Agenzia regionale della Protezione civile regionale, Maurizio Scelli e del geologo Nicola Sciarra, del dipartimento di Scienze dell’Università di Chieti, per verificare lo stato di avanzamento del fronte franoso e capire quanto il fenomeno sia in grado di stabilizzarsi, affinché si possa decidere ogni procedura necessaria per avviare i primi lavori di messa in sicurezza della zona. Il problema degli sfollati (38 complessivamente) rimane un nodo da sciogliere per il sindaco Andrea Scordella, che si sta adoperando per trovare una soluzione stabile – anche se provvisoria – per le famiglie che sono praticamente rimaste senza casa. Il problema che si pone è soprattutto per le persone anziane che, dopo il pesante trauma e la perdita delle loro comodità, dovranno affrontare anche l’angoscia della solitudine, perché costrette a lasciare il loro paese, le loro abitudini e i loro amici, per spostarsi altrove, in una condizione che è tutt’altro che rasserenante.

Il programma di domani, prevede, nelle prime ore della mattinata, un sopralluogo nella zona della frana a Silvi Paese, successivamente, invece, attorno alle 11, è stato organizzato un incontro in Sala consiliare con le famiglie sfollate e quindi seguirà una conferenza stampa di aggiornamento generale sulla situazione.
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