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Atri e Pineto si alleano per un percorso di fusione condiviso

Per settembre è stato annunciato un consiglio comunale congiunto, con la partecipazione dei cittadini, per illustrare il progetto di coesione territoriale e amministrativa promosso dal sindaco Ferretti e Dell’Orletta
Data: 16 Giugno 2026

PINETO – Il progetto di fusione fra Atri e Pineto prende forma, almeno sulla carta. I rappresentanti delle assise civiche, segretari comunali e rispettivi sindaci, Piergiorgio Ferretti e Alberto Dell’Orletta, hanno recentemente sottoscritto un documento condiviso che rappresenta il primo passo per una convergenza rispetto alla volontà di creare un unico organo di rappresentanza fra i due comuni teramani. Nel corso della riunione, che si è tenuta nella sala giunta di Pineto, si è deciso di convocare entro il prossimo settembre 2026 un consiglio comunale congiunto, aperto alla partecipazione della cittadinanza, nel quale sarà illustrato il progetto di fusione, evidenziandone opportunità, punti di forza ed eventuali criticità, in un’ottica di massima trasparenza e coinvolgimento delle comunità locali. È stata inoltre condivisa la decisione di istituire due organismi di lavoro congiunti: una Commissione consiliare composta da rappresentanti dei due Consigli comunali, che avrà il compito di promuovere ogni iniziativa utile alla diffusione e all’approfondimento del progetto con la cittadinanza, attraverso incontri pubblici, convegni, questionari, comitati e ulteriori strumenti partecipativi e una Commissione Tecnica che si occuperà di analizzare e approfondire gli aspetti normativi, legislativi, amministrativi e organizzativi connessi all’eventuale processo di fusione.

«La sottoscrizione di questo documento rappresenta un passaggio storico – spiega il sindaco di Pineto, Alberto Dell’Orletta –. Per la prima volta tutte le forze politiche delle nostre città hanno scelto di affrontare insieme, senza divisioni e con spirito costruttivo, una riflessione sul futuro dei nostri territori. Non si tratta di una decisione già assunta, ma dell’avvio di un percorso serio, partecipato e trasparente che dovrà coinvolgere pienamente i cittadini e consentire una valutazione approfondita di ogni aspetto della proposta. L’incontro di giovedì segna dunque l’avvio ufficiale di una fase di studio, confronto e partecipazione che vedrà impegnate le istituzioni di Atri e Pineto nei prossimi mesi, con l’obiettivo di offrire alle comunità tutti gli elementi necessari per valutare consapevolmente una scelta che potrebbe rappresentare una delle più importanti della storia recente del territorio».
Animato dallo stesso entusiasmo il primo cittadino di Atri, Piergiorgio Ferretti, che asseconda il suo collega asserendo: «Sono sempre stato convinto, e continuo ad esserlo, sia come amministratore sia come cittadino, della bontà del progetto di fusione tra Atri e Pineto. Credo che una comunità più ampia possa garantire maggiori opportunità di crescita e sviluppo, soprattutto per i giovani, oltre a rafforzare il nostro territorio sotto il profilo economico, istituzionale e politico. Far parte di una realtà più forte non può che rappresentare un motivo di orgoglio e uno strumento in più per difendere e valorizzare i servizi e le eccellenze che queste comunità esprimono».
Era da tempo che i due sindaci parlavano di fusione, proponendo anche a Silvi questa opportunità, in modo da creare una grande «Città del Cerrano». Il deciso disinteresse del sindaco di Silvi, Andrea Scordella che ha rispedito al mittente questa proposta ritenuta poco conveniente – giudizio palesato proprio attraverso un’intervista del nostro giornale, nella quale si diceva più interessato nel trovare una connessione con la nuova area metropolitana di Pescara, strategicamente più vantaggiosa, anziché in una condivisione di beni con le altre due realtà teramane – ha definitivamente allontanato l’idea di una fusione a tre punte.
Nonostante la cittadina di Atri, adagiata su una collina a circa 450 metri sul livello del mare, possa vantare origini antichissime e una storia consolidata, oggi deve fare i conti con un declino demografico ed economico che impone agli amministratori della ex colonia in epoca romana e capitale del ducato della famiglia Acquaviva D’Aragona, di pensare ad un accorpamento con altri Comuni. Esiste naturalmente una spaccatura fra i cittadini, fra favorevoli e contrari a questa operazione di unificazione, che da una parte equivale ad una sorta ridimensionamento dell’attuale identità consolidata delle rispettive comunità. Prima che una scelta politica, la fusione è una operazione di efficientemente finanziario per le casse comunali, dal momento che lo Stato centrale, dal canto suo, aveva già articolato questa possibilità di fusione fra Comuni con la legge n. 662/1996, incentivando il tutto con dei contributi straordinari di 2 milioni di euro per la durata di 15 anni e la garanzia di conservare tributi e tariffe differenziate dei territori degli enti preesistenti alla fusione.
Alla luce di tutto questo, il Comune di Pineto, distribuito su un territorio di circa 38 Kmq, che comprende anche alcune frazioni come Scerne e Mutignano, assieme al Comune di Atri dovrebbero dare vita nel prossimo futuro ad un agglomerato di circa 25mila abitanti, per un progetto di coesione territoriale ed amministrativa proiettata al futuro. Sarà questa la svolta? Solo il tempo, con la sua pazienza inflessibile, saprà separare l’illusione dalla realtà.
mas.man.
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