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L’Emilia Romagna terzo produttore di vino dopo Veneto e Puglia

Il vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca Emilia Romagna, Aristide Castellari, presente al Vinitaly di Verona, è preoccupato per la questione dazi imposta dagli Usa: «l’Unione Europea si muova in maniera coesa scongiurando guerre commerciali che possono solo moltiplicare i danni alle aziende, avviando negoziati e cercando di aprire nuovi canali commerciali anche con altri Paesi»
Data: 8 Aprile 2025

VERONA – Il Vinitaly è un’occasione di confronto e soprattutto di numeri relativi alla produzione vinicola delle regioni presenti alla rassegna espositiva internazionale più importante d’Italia. Per quanto riguarda la produzione regionale di vino, nel 2024 in Emilia-Romagna si è attestata a 6 milioni 903mila e 977 ettolitri pari al 14,4% della produzione nazionale: un dato che pone la regione sul podio italiano, al terzo posto dopo Veneto e Puglia, con un aumento dell’11,1% rispetto al 2023 e di quasi il 20% (19,4%) rispetto al 2019. A determinare questi dati sono in particolare province come quella di Ravenna, dove si producono 2,9 milioni di ettolitri, e di Reggio Emilia (1,4 milioni). Se si considera il rapporto fra produzione e superficie coltivata, l’Emilia Romagna è al primo posto con 137,6 ettolitri per ettaro.

Il vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca Emilia Romagna e presidente della cooperativa Agrintesa, Aristide Castellari, ne approfitta per ribadire «Questi numeri confermano il ruolo fondamentale della cooperazione nel comparto vitivinicolo regionale, come ben evidenziato nel Padiglione 1 del Vinitaly dedicato alla regione Emilia-Romagna, così fortemente caratterizzato dalla presenza delle cantine cooperative e sociali, presenti sia con propri stand che all’interno di quelli dei Consorzi di tutela». Siamo qui al Vinitaly per ribadire, con la forza dei nostri numeri e la qualità delle nostre produzioni, il rilievo di una filiera di eccellenza come quella del vino che oggi è concentrata su due priorità: da un lato difendere le produzioni dalle avversità determinate da nuove patologie delle piante, effetti dei cambiamenti climatici e norme europee spesso in contrasto con le necessità produttive, un imperativo dettato dalla necessità di continuare a presidiare i mercati».

A tal proposito, rispetto ai dazi imposti dagli Stati Uniti, il vicepresidente della Federazione regionale delle cooperative agroalimentari sottolinea come «nel settore vitivinicolo regionale ci sia preoccupazione: il vino è il prodotto agroalimentare nazionale più colpito da questa iniziativa e gli USA sono il primo mercato di destinazione delle esportazioni anche di numerose eccellenze emiliano-romagnole. Oltre agli effetti economici negativi nel breve periodo, il timore è che lo scenario vada peggiorando ulteriormente. L’auspicio – continua Castellari – è che l’Unione Europea si muova in maniera coesa scongiurando guerre commerciali che possono solo moltiplicare i danni alle aziende, avviando negoziati e cercando di aprire nuovi canali commerciali anche con altri Paesi. Tutto questo – conclude Castellari – è possibile solo se le Istituzioni europee compiono uno scatto in avanti nella difesa della competitività delle nostre imprese che, nel caso del vino, si trovano a fare i conti con campagne di comunicazione denigratorie e allarmistiche, aggravi burocratici che scoraggiano gli investimenti, risorse non sufficienti destinate alla ricerca».

La superficie dedicata alla coltivazione di uva da vino in Emilia-Romagna si attesta su 50.182 ettari, pari al 7,6% sul totale a livello nazionale. Oltre l’80% dell’uva da vino prodotta in Emilia-Romagna viene conferito dalle aziende agricole alle cantine cooperative e sociali presenti in regione che si occupano delle fasi di trasformazione, imbottigliamento e commercializzazione, anche con la forza di noti marchi del Made in Italy. Cantine che in alcuni casi possono vantare storie ultracentenarie. È quanto emerge da una elaborazione di Confcooperative Fedagripesca Emilia Romagna relativa al focus Censis-Confcooperative dal titolo «L’Italia del vino: superfici, costi ed export», presentato in occasione del Vinitaly in corso a Verona, dove sono presenti 12 cantine cooperative aderenti alla Federazione regionale.

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