VERONA – La presenza al Vinitaly del Commissario all’Agricoltura Christophe Hansen, oltre che del Commissario per la Salute e il Benessere animale Olivér Várhelyi, in occasione della 57esima edizione del salone internazionale del vino e dei distillati che si tiene ogni anno a Verona, è forse il segnale di come probabilmente cominci a cambiare l’approccio al mercato del vino da parte di Bruxelles, in netta controtendenza rispetto alle claustrofobiche e penalizzanti normative europee nei confronti dei produttori di vino.
Dopo il «Pacchetto Vino» – che contiene strumenti di gestione più flessibili – presentato a fine marzo scorso proprio dal Commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen in risposta al «terremoto» sui dazi imposto dal presidente americano Trump, l’intero comparto dei viticoltori interpreta positivamente questa svolta, in una fase molto delicata determinata tra crisi di mercato, cambiamenti climatici e incertezze politiche a livello internazionale.

«È la prima volta nella storia della kermesse veronese che un commissario europeo partecipi al Vinitaly e credo che il fatto che questo avvenga all’indomani dell’accoglimento delle istanze italiane nel ‘pacchetto vino’ sia una testimonianza e un riconoscimento dell’impegno del nostro governo e del ministro Lollobrigida in questo delicato e importante confronto» È quanto sottolinea l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna, in occasione della sua visita alla manifestazione fieristica veronese che promuove l’eccellenza del Made in Italy nella filiera vitivinicola.
«Ho condiviso pienamente le valutazioni espresse dal nostro capodelegazione Carlo Fidanza – prosegue Cavedagna puntando l’accento sul fatto che – è importante che l’Unione europea abbia finalmente compreso la necessità di introdurre maggiore flessibilità per gli impianti, sostenere con forza gli investimenti contro i rischi climatici e alleggerire gli oneri burocratici grazie a etichette elettroniche più chiare e funzionali. É quel che ci chiedono produttori e operatori del vino tra gli stand del Vinitaly. Serve un approccio che tuteli i produttori, rispetti i consumatori e valorizzi il vino come eccellenza del nostro patrimonio culturale ed economico».
Conclude infine Cavedagna quasi con uno slogan: «Meno ideologia green che danneggia chi produce e basta demonizzazione del vino in Europa. È cultura e ricchezza per tutti noi».
mas.man.









