MONTEFIORE DELL’ASO – Ci sono personaggi che lasciano il segno e un traccia indelebile del loro passaggio. Adolfo De Carolis, illustratore di molte opere di Gabriele D’Annunzio, nonché di poeti come Giosuè Carducci e Giovanni Pascoli, è una icona fra le perle di Montefiore dell’Aso, paese pittoresco e panoramico delle Marche, che diede i natali a questo grande personaggio del secolo scorso, artista di grande valore, figlio di un medico locale.
L’Amministrazione comunale assieme all’ingegner Oronzo Mauro, hanno coltivato negli anni l’interesse per questa «presenza» storica montefiorina, al punto da organizzare, il giorno 8 febbraio 2025, alle ore 17, presso il Museo Adolfo De Carolis (Polo Museale di San Francesco, in Montefiore dell’Aso), a 97 anni esatti dalla scomparsa di Adolfo De Carolis (morto a Roma il 7 febbraio 1928) una conferenza stampa aperta anche agli studiosi, agli storici e agli amanti dell’arte, e alle scuole del territorio, nella quale illustrerà, a grandi linee, il fondo Giovanni Piccioli De Carolis.

A partire dal 1959, grazie alla donazione del filologo Francesco Egidi, a Montefiore dell’Aso, si è costituito il Museo Adolfo De Carolis che, con il continuo generoso supporto degli Eredi De Carolis, è divenuto uno dei luoghi di riferimento per lo studio dell’arte dei primi del Novecento del secolo scorso.
Nel corso degli ultimi mesi del 2024, l’Architetto Giovanni Piccioli De Carolis di Bologna ha donato al Comune di Montefiore dell’Aso i beni relativi alla «Impresa d’Arte Adolfo De Carolis e suoi collaboratori», da lui studiati e gelosamente conservati presso lo studiolo bolognese dell’artista piceno.
Secondo la visione del curatore di questa iniziativa celebrativa su De Carolis, l’ingegnere Oronzo Mauro, il materiale, pressoché inedito, è fonte per nuovi filoni di studio soprattutto sulla relazione tra Adolfo De Carolis e i suoi collaboratori e sulle tecniche pittoriche ed incisorie del Novecento oltre al pregio artistico dei manufatti. Il sindaco di Montefiore dell’Aso, Nazzareno Ciarrocchi, riconosce l’alto valore di questa donazione con la quale si rafforza sempre più la vocazione del paese piceno all’arte e alla sua conservazione e valorizzazione.
L’occasione è utile anche per visitare il Polo Museale di San Francesco che ospita diverse collezioni che partono dal XIV secolo fino all’arte moderna, tra affreschi, opere su tavola di Carlo Crivelli, stampe di Domenico Cantatore e Centro Documentale di Scenografia Giancarlo Basili. In pieno centro storico, la casa natale di Adolfo De Carolis, riaperta nel corso del 2024 grazie all’impegno del professor Massimo Egidi, è altro luogo di grande interesse. Per chi volesse invece un tuffo nella storia della meccanica e dell’ingegneria, il Museo dell’Orologio e il Deposito di Storia dell’Ingegneria sono altri luoghi di cultura con cui iniziare a conoscere Montefiore dell’Aso secondo punti di vista diversi.
Dall’8 al 9 febbraio, sarà eccezionalmente esposta la maschera funebre di Adolfo De Carolis in ricordo della sua morte avvenuta il 7 febbraio del 1928.
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