MONTESILVANO – In occasione del terzo e ultimo appuntamento della III edizione di «Musica e Parole nel Borgo», in programma (con ingresso libero) giovedì 27 agosto, alle ore 21:15, in piazza Galli a Montesilvano Colle, saranno lo sport, l’identità, la memoria e le tradizioni i motivi di interesse di questa seguitissima kermesse che di fatto rappresenta un appuntamento fisso del calendario nell’ambito delle rassegne estive di ogni stagione della Città adriatica. Ideata dalla giornalista Franca Terra – che condurrà la serata assieme a Luca Pompei – e organizzata dalla Pro Loco Monti Silvani APS, l’evento, dallo spiccato tenore culturale, è realizzato con il patrocinio e il sostegno del Comune di Montesilvano e con il contributo della Fondazione Pescarabruzzo.

Ad aprire la presentazione letteraria sarà il volume «Abruzzo: i campioni siamo noi. Storie di sportivi abruzzesi nel mondo», pubblicato da Masciulli Edizioni e firmato da Generoso D’Agnese, Geremia Mancini e Duilio Rabottini. Il libro propone un grande viaggio nella storia dello sport, attraversando epoche, continenti e discipline differenti per ricostruire le vicende di atleti, tecnici e dirigenti nati in Abruzzo o discendenti da famiglie abruzzesi. Uomini e donne che, partendo dai piccoli borghi e dalle città della regione, oppure raccogliendo all’estero l’eredità delle proprie origini, hanno raggiunto i vertici delle competizioni internazionali. Il racconto unisce passato e presente. Se da una parte emergono figure entrate nella leggenda, come Rocky Marciano, campione mondiale dei pesi massimi rimasto imbattuto e legato alle origini familiari di Ripa Teatina; Bruno Sammartino, nato a Pizzoferrato e diventato negli Stati Uniti uno dei più grandi protagonisti della storia del wrestling; Johnny Antonelli, figlio di emigrati originari di Casalbordino e campione del baseball americano e Omar Sívori, fuoriclasse del calcio argentino e italiano dalle radici abruzzesi. Dall’altra parte trovano spazio i protagonisti dello sport contemporaneo, come il cestista Simone Fontecchio, approdato nella NBA; la campionessa statunitense di basket Elena Delle Donne, discendente da una famiglia teramana; e le nuove generazioni impegnate nel ciclismo, nell’atletica, nel motociclismo, negli sport paralimpici e nelle discipline a rotelle. Il volume mostra così come il talento sportivo abruzzese non appartenga soltanto alla memoria, ma continui a rinnovarsi e ad affermarsi nel mondo.

Tra le protagoniste di questa storia figura Debora Sbei, nata a Teramo e cresciuta sportivamente a Giulianova, considerata una delle più grandi interpreti mondiali del pattinaggio artistico a rotelle. Salita sui pattini a soli quattro anni e convocata per la prima volta in Nazionale a dodici, ha costruito una carriera straordinaria, conquistando 15 titoli mondiali, 6 titoli europei e 19 titoli italiani. Nel 2006, a Murcia, ha ottenuto il primo oro mondiale nella specialità del libero, dando inizio a un percorso che l’ha portata a eguagliare il primato assoluto di titoli iridati. Conclusa l’attività agonistica, Debora Sbei ha scelto di restituire allo sport l’esperienza maturata in tanti anni di competizioni. Oggi è allenatrice dell’ASD Giulianova Pattinaggio Artistico, dove accompagna la crescita di nuovi atleti, ed è impegnata anche nelle istituzioni sportive come vicepresidente del CONI Abruzzo per il quadriennio 2025-2028. La sua vicenda rappresenta, dunque, un ponte ideale tra le vittorie del passato e la formazione dei campioni del futuro.

Monica Passeri, campionessa di wrestling, conosciuta in America con l’appellativo di Miss Monica from the Abruzzi e The Italian Bombshell
Una storia altrettanto originale è quella di Monica Passeri, nata nel 1992 a Caprara di Spoltore. Dopo gli inizi nella danza e nel kickboxing, Monica ha inseguito il sogno di diventare una wrestler professionista, affrontando le difficoltà legate alla pratica, in Italia, di una disciplina ancora poco diffusa. Nel 2015 è approdata a Troy, nel Missouri, dove ha frequentato la prestigiosa accademia di Harley Race, leggenda mondiale del wrestling. Sottoponendosi a otto ore di allenamento quotidiano e viaggiando nei fine settimana attraverso gli Stati Uniti per partecipare agli incontri, è diventata la prima wrestler italiana a conquistare un titolo negli USA. Nel 2016 è salita sul ring della WWE, la più importante organizzazione mondiale della disciplina. Conosciuta anche come Miss Monica e «The Italian Bombshell», Monica Passeri ha sempre portato sul ring il legame con le proprie origini: sventola il tricolore ed è stata presentata al pubblico americano come «Miss Monica from the Abruzzi». La sua carriera è proseguita nei circuiti internazionali e indipendenti, tra Stati Uniti ed Europa. Ancora oggi gareggia come wrestler professionista e trasmette la propria esperienza alle nuove generazioni.
Il volume «Abruzzo: i campioni siamo noi» non è, dunque, soltanto una raccolta di risultati, record e medaglie. È un grande racconto sull’emigrazione, sull’identità, sulla memoria e sulla forza delle radici: storie di uomini e donne che hanno portato l’Abruzzo nel mondo e che, attraverso lo sport, hanno reso internazionale il nome della propria regione. Nel corso della serata saranno proprio i tre protagonisti di questo racconto (Generoso D’Agnese, Geremia Mancini e Duilio Rabottini) a fare il loro diretto intervento nel corso di una serata ricca di spunti di grande interesse. Seguirà la presentazione di «L’ove, l’ove! Il supermercato come luogo simbolico della contemporaneità» di Marialuisa D’Ascenzo. L’autrice trasforma uno spazio quotidiano come il supermercato in un luogo narrativo e simbolico, nel quale si intrecciano persone, oggetti, memoria e relazioni. Un racconto in cui il paesaggio reale si sovrappone a quello interiore e il tempo sembra ripetersi, facendo emergere le contraddizioni e le fragilità della società contemporanea.
Tra scaffali, reparti e gesti ripetuti, il paesaggio reale si sovrappone a quello interiore. Il supermercato diventa così un osservatorio privilegiato sulla società contemporanea: uno spazio affollato nel quale si tenta di soffocare la solitudine, ma dove la solitudine può anche diventare più profonda; un piccolo mondo dell’abbondanza e, al tempo stesso, dell’alienazione, nel quale il tempo sembra fermarsi e ripetersi senza slancio. Attraverso un continuo dialogo tra «come eravamo» e «come siamo», tra passato e presente, comunità e solitudine, memoria e cambiamento, Marialuisa D’Ascenzo costruisce una riflessione originale sulle trasformazioni del vivere contemporaneo. Il supermercato diventa così un grande specchio della condizione umana, nel quale emergono le nostre abitudini, le fragilità, le contraddizioni e il bisogno mai sopito di riconoscerci negli altri. Il viaggio letterario si concluderà con «Sapore d’Abruzzo. Memorie e identità enogastronomiche della regione verde d’Europa», opera corale pubblicata da Daimon Edizioni, ideata e curata da Antonio Di Loreto. Il volume racconta l’Abruzzo attraverso i suoi paesaggi, le produzioni tipiche, le ricette, le tradizioni e i saperi tramandati nel tempo, mostrando come il cibo non rappresenti soltanto nutrimento, ma anche memoria, appartenenza e identità collettiva. Alla realizzazione del volume hanno contribuito Domenico Colasante, autore di C’era una volta in Abruzzo; Mimmo Russi, con Dell’Abruzzo gastronomico; Germano D’Aurelio, con Memoria e tradizione. La mia terra, la mia gente; David Ferrante, autore di Tipico di noi, l’eccellenza del territorio; Giuseppe Tinari, protagonista del capitolo Agnus Dei, attraverso la testimonianza raccolta da Claudia Crognale; Vincenzo Mancinelli, con Sapore di mare; Daniele Astolfi, con Pane al pane; Angela Scarciolla, con Vino al vino; Cristina Mosca, con Dall’aglio allo zafferano; Giuseppe Tagliente, con L’ulivo, albero della civiltà; Monica Andreucci, con Peperoncino, fuoco divino e Gioacchino Angeloni, autore di Memorie di terra e di mare.
Uno spazio particolare sarà riservato al contributo di Germano D’Aurelio, in arte ’Nduccio, che nel suo capitolo parte da un’esperienza personale: durante un viaggio negli Stati Uniti, tra le famiglie di origine abruzzese, riconosce la propria terra nei gesti, nei canti, nei sapori e nelle tradizioni conservate dagli emigrati e dai loro discendenti. È proprio lontano dall’Abruzzo che l’autore comprende pienamente quanto il cibo possa diventare uno strumento di memoria e un legame capace di resistere al tempo e alla distanza. Il racconto di D’Aurelio si sviluppa come un viaggio affettivo nella cucina regionale, a partire dalla pasta, alimento universale ma profondamente legato all’ingegno e alla tradizione italiani. Ma la pasta più autentica, osserva D’Aurelio, resta quella legata ai ricordi dell’infanzia, alla cucina familiare e alle mani delle madri. Da qui prende forma un vero calendario gastronomico abruzzese, scandito dalle stagioni, dal lavoro nei campi e dalle ricorrenze religiose: le lenticchie, i ceci e la cicerchia di Capodanno; le pulent e fave cotte dell’Epifania; il rito del maiale per Sant’Antonio; i tarallucci e vino di San Biagio; le zeppole di San Giuseppe; i ravioli, le chiacchiere e la cicerchiata di Carnevale.
Attraverso piatti, parole dialettali e ricordi familiari, Germano D’Aurelio restituisce così l’immagine di un Abruzzo nel quale ogni ricetta custodisce una storia. La cucina diventa un racconto corale della comunità, capace di unire terra e mare, montagna e collina, lavoro e festa, emigrazione e ritorno. Sapore d’Abruzzo si presenta quindi non come un semplice libro di gastronomia, ma come un’opera dedicata al patrimonio materiale e immateriale della regione, alla sua capacità di trasformare i prodotti della terra in cultura, memoria e sentimento. Nel corso della serata saranno conferiti i riconoscimenti «Valore Autentico – Musica e Parole nel Borgo» a personalità che, attraverso il proprio talento e il proprio impegno, hanno contribuito a valorizzare l’Abruzzo: Debora Sbei, pluricampionessa mondiale di pattinaggio artistico a rotelle; Monica Passeri, campionessa internazionale di wrestling e prima wrestler italiana ad aver calcato il ring della WWE; Irene De Luca, espressione dell’imprenditoria legata alla tradizione e alla qualità delle produzioni del territorio, come artigiani italiani della pasta da oltre un secolo e Aldo Mastrangelo, cultore della storia locale e della memoria di Montesilvano.
«Concludiamo questa terza edizione – dichiara Franca Terra, presidente della Pro Loco Monti Silvani – con una serata che riunisce alcune delle anime più autentiche dell’Abruzzo: lo sport, la cultura, la memoria, le radici, l’enogastronomia e la musica popolare. Attraverso i libri, le testimonianze e i riconoscimenti vogliamo raccontare persone capaci di portare il nome della nostra regione nel mondo e, nello stesso tempo, custodire storie e tradizioni che appartengono alla nostra identità».
Le atmosfere musicali saranno affidate al duo formato da Manuel Virtù e Serena Lanzalonga, che proporrà un viaggio tra voce e chitarra, canti popolari e sonorità mediterranee. Il repertorio comprenderà Terras de Canto, Italiella, Fronne, La vita è una taranta e Sogna fiore mio: melodie che parlano di terra, vento, vita, sogni e memoria, nelle quali la voce e le corde si intrecciano come sentieri di collina al tramonto.









