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Sabato, al Flaiano di Pescara, è in scena «La Figlia di Jorio»

La tragedia di Gabriele d’Annunzio, rivisitata in dialetto abruzzese, è una proposta della storica associazione culturale Settembrata abruzzese, presieduta da Licio Di Biase. Si esibiranno sul palco circa 30 attori che, con questo spettacolo straordinario, rilanceranno l’attenzione sul dialetto locale
Data: 9 Dicembre 2025

PESCARA – Andrà in scena per la prima volta all’Auditorium Flaiano di Pescara la tragedia di Gabriele d’Annunzio «La Figlia di Jorio».

L’opera, rivisitata in dialetto abruzzese, e in programma sabato 13 dicembre alle ore 18, è il frutto di una iniziativa della Settembrata abruzzese, associazione culturale, presieduta da Licio Di Biase, presentata alla presenza del vicesindaco e assessore alla Cultura, Maria Rita Carota, e del regista Danilo Volponi, insieme al direttore artistico Antonio Luise.

«In realtà quest’opera – ci spiega Licio Di Biase – era stata già proposta in dialetto dalla Settembrata abruzzese 25 anni fa, nella traduzione di Cesare De Titta, sempre ad opere di Volponi e Luise. Ma ora c’è una novità perché rispetto a quella primissima edizione, c’è una variante, un aggiornamento: mentre De Titta usò il dialetto frentano, stavolta Volponi e Luise hanno voluto rendere quest’opera più adeguata al nostro territorio, come dialetto. Lo spettacolo, tra l’altro, viene portato in scena nel momento in cui la Settembrata compie 73 anni di vita. Diamo a tutti appuntamento all’auditorium Flaiano sabato 13 dicembre alle ore 18. Si esibiranno circa 30 attori che, con questo spettacolo straordinario, rilanceranno l’attenzione sul dialetto, di cui si parla tanto, e lo faranno grazie all’impegno di Volponi e Luise».

Il regista Danilo Volponi ha inoltre ricordato la prima di d’Annunzio a Milano: «Fu un grande flop e da persona intelligentissima qual era, capì che le storie dell’Abruzzo dovevano essere raccontate in dialetto, in madrelingua. Allora chiese a Cesare De Titta, un amico di Lanciano, di scrivere in dialetto il testo de La Figlia di Jorio, una tragedia pastorale meravigliosa, e lui lo fece, ma in lancianese. E adesso io ho solo un po’ mitigato gli eccessi dialettali».

L’assessore Carota, dal canto suo, ha parlato di un appuntamento particolare, unico e significativo, sottolineando il lavoro Volponi e Luise, simbolo di tradizione e creatività. La scenografia si basa su tre vele, come quelle delle paranze, sulle quali saranno proiettati i vari episodi e sono previste danze dal vivo su musiche popolari. La cura dell’immagine dello spettacolo è a firma di Mimmo Sarchiapone, mentre costumi sono stilizzati, prendendo spunto fedelmente dalla versione storica. Biglietti dello spettacolo sono in vendita su ciaotickets.

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