Quello dell’approvvigionamento idrico è un problema di grandissima attualità che la politica non riesce ad affrontare e quindi a risolvere con l’impegno e la tempestività che merita. Se è vero che le condizioni meteo sono mutate è altrettanto realistico constatare che in questi anni poco o nulla è stato fatto per capitalizzare al meglio le risorse idriche indispensabili per la gestione quotidiana soprattutto nei mesi estivi, dove la richiesta di acqua potabile raddoppia rispetto al resto dell’anno. Nell’aprile scorso alcuni Comuni come Pescara e Roseto degli Abruzzi hanno potenziato e migliorato la loro rete idrica, ottimizzando la portata d’acqua e riducendo le perdite presenti su larga scala sulle ormai vetuste condutture per il trasporto della preziosa risorsa naturale. Uno dei punti dolenti è rappresentato proprio dalla dispersione di acqua attraverso le gravi perdite della rete ridotta ad un colabrodo, al punto da determinare una danno incalcolabile. Basti pensare che in Abruzzo l’emergenza ha raggiunto livelli insostenibili. Il Centro studi di Confartigianato Imprese indica l’Abruzzo come la seconda regione italiana per la dispersione di acqua potabile nella rete idrica, con una percentuale del 62,5% che supera di gran lunga la media nazionale che si attesta al 42,4%.
Da una nostra pubblicazione del 19 luglio dello scorso anno avevamo riportato una dichiarazione del consigliere del Comune di Pescara Massimo Pastore, contestualmente ai lavori dell’ACA, l’Azienda Consortile Acquedottistica che sottende 64 Comuni, tutti quelli della provincia di Pescara, capoluogo compreso, oltre ad una parte di quella di Chieti con il capoluogo e popolosi Comuni della costa (Francavilla a Mare) e dell’interno (Bucchianico) e parte di quella di Teramo con le cittadine della costa (Silvi) e dell’interno (Atri), che parlava di un intervento da 15 milioni di euro (finanziamento Pnrr) per avviare ad una riqualificazione della rete idrica. Inoltre, sempre nella medesima pubblicazione, avevamo riportato la notizia di uno stanziamento di 5 milioni e mezzo di euro da parte della Regione Abruzzo, attraverso ERSI e ACA, da destinare alla ricostruzione di gran parte delle reti ammalorate del territorio comunale di Silvi. A comunicarlo, allora, fu lo stesso sindaco Andrea Scordella, attraverso una nota stampa che riportiamo integralmente: «Si tratta di un avvenimento straordinario che a Silvi non si vedeva dai tempi della realizzazione della rete idrica e fognante avvenuta quasi mezzo secolo fa. Ringrazio di cuore il vice presidente della Regione Emanuele Imprudente non solo per la sua costante e autorevole presenza negli incontri che abbiamo tenuto nel nostro Comune con ERSI, ACA e Ruzzo, ma soprattutto per il suo determinante apporto per l’assegnazione di queste importanti risorse finanziarie che consentiranno, in tempi piuttosto brevi, di rimettere in sesto la nostra vecchia e trasandata rete idrica».
Il problema a quanto pare non sembra risolto, anche perché al di là dell’agognato ripristino delle condutture idriche, è indispensabile che la questione dell’approvvigionamento dell’acqua potabile trovi una soluzione a monte, vale a dire che la politica deve pensare alla realizzazione di nuovi invasi per evitare che l’acqua di fusione e quella piovana possano andare disperse, condizionando gravemente l’agricoltura e, soprattutto, l’importante risorsa turistica che notoriamente d’estate si sposta sulle nostre coste per godere delle bellezze naturali del territorio.
Riportiamo integralmente la segnalazione di una signora dell’Aquila, Federica Natrella, proprietaria di un immobile a Silvi Marina, zona Sud, in prossimità dei grandi alberghi, che denuncia una condizione che definisce insostenibile, dal momento che i rubinetti della sua abitazione sono praticamente a secco per gran parte della giornata, oltre ai prolungati cali di pressione fino a tarda sera e il silenzio assordante delle istituzioni. Ci ha confessato che è costretta ad accendere la lavatrice alle 3 della mattina, pur di riuscire a gestire al meglio una situazione familiare di 4 presone, che diventa sempre più critica e insostenibile: «A Silvi Marina l’emergenza idrica sta trasformando la stagione estiva in un incubo per residenti e turisti, spingendo molti di loro a fare le valigie in anticipo e ad abbandonare la località balneare. Il mese di agosto villeggiare in questa bellissima cittadina è impossibile. Ciò che indigna profondamente non è solo il disservizio cronico, ma l’atteggiamento della società di gestione del servizio idrico (ACA) che di fronte a un problema annoso che lede i diritti fondamentali e distrugge l’economia turistica locale, continua a minimizzare l’accaduto, liquidando i disagi come “criticità temporanee” o legati al picco dei consumi, serbatoi vuoti che si riempiranno, forse, dopo la mezzanotte. E una famiglia in vacanza che ha scelto di passare le proprie ferie in questa località, come pensano che possa fare dalla mattina a mezzanotte senza acqua? Non si tratta di semplici contrattempi. Passare ore e ore senza poter cucinare, lavarsi o rinfrescarci dopo una giornata di caldo soffocante è inaccettabile. La pazienza è esaurita: si chiedono interventi immediati e una comunicazione trasparente, non l’ennesimo tentativo di nascondere la gravità della situazione sotto il tappeto. Mi auguro che non si dica che tanto ormai l’estate è quasi finita e il problema si rimanderà all’anno prossimo, ma con queste premesse, chi avrà il coraggio di tornare qui a rovinarsi le vacanze».