SILVI – I riflettori sulla frana di Silvi Alta rimangono accesi. Dopo la recente visita sul luogo del dissesto idrogeologico del direttore dell’Agenzia regionale della Protezione civile, Maurizio Scelli, i geologi e i tecnici dell Aca, l’azienda che si occupa della distribuzione e della gestione dell’acqua potabile, continuano i loro accertamenti per individuare l’origine delle tre fonti d’acqua occulte che confluiscono tutte nella zona della frana.

Sono stati effettuati degli scavi in diverse zone in prossimità del bivio di Santa Lucia, direttamente sulla strada provinciale 29, per intraprendere una serie di sondaggi, indispensabili nel fornire indicazioni tecniche ai geologi impegnati in questa complessa e delicata operazione di verifica. Una volta che saranno completate le indagini e la mappatura delle falde, partirà lo studio e il progetto di messa in sicurezza dell’area. Giovedì scorso, oltre al sindaco Andrea Scordella e al capo della protezione civile regionale Scelli, sono intervenuti anche il vice prefetto di Teramo Simona Leogrande, il dirigente dell’Area tecnica del comune di Silvi Mario Cerroni e il presidente della Protezione civile locale Matteo Coviello.

Intanto le tre famiglie evacuate stanno vagliando quelle che sono le proposte delle agenzie e dei locatori contestualmente agli immobili resi disponibili e di cui il Comune di Silvi si farà garante. Per fronteggiare l’emergenza abitativa che dovranno affronare le tre famiglie, l’Amministrazione comunale ha disposto un fondo destinato per l’autonoma sistemazione con un contributo di 500 euro mesili per 6 mesi rinnovabili (6+6). Con questo contributo ogni famiglia potrà sottoscrivere un contratto di locazione senza alcun obbligo di versare una copertura cauzionale anticipata, dal momento che lo stesso Comune di Silvi si farà garante di questa operazione che rientra in un piano emergenziale.
mas.man.
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