ROMA – Dopo settant’anni l’Europa si risveglia disorientata, consapevole di dover affrontare uno scontro commerciale rispetto ad una Paese, l’America, con il quale aveva sempre avuto un rapporto che, sebbene di velata sudditanza, comunque protettivo e rassicurante. La politica nazionale si interroga su come uscire da questa palude sui dazi imposti dal presidente Trump. Non esistono ricette né terapie valide dopo che per anni abbiamo sbagliato le cure di un malessere percepito, aggravato da strategie economiche imposte da Bruxelles in modo disinvolto e claustrofobico.
Si pone il problema Alberto Bagnai, responsabile economia della Lega, che mette l’accento su una crisi «isterica» da parte della Ue, e cioè quella di cercare mercati esteri dopo aver distrutto la rete del suo mercato interno. Lo ha dichiarato l’onorevole della maggioranza di governo, questa mattina, nel corso della trasmissione «Omnibus» in onda su la7.
«L’Ue si trova davanti ad un’alternativa: da un lato, il fatto di essere composta da 27 Paesi non facilita i processi decisionali e quindi anche quelli negoziali, come stiamo vedendo; dall’altro lato, l’Ue potrebbe darebbe l’opportunità di disporre di un mercato interno florido, che però la sinistra ha distrutto con le sue politiche di austerità, e quindi l’’isteria di andare alla ricerca di mercati esteri deriva proprio da questo. Nella trattativa UE-USA sui dazi, dobbiamo chiederci se l’Ue ha a cuore l’interesse del nostro Paese».







