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È originario di Pescara e sta bene il poliziotto aggredito a Torino

Le immagini dell’attacco criminale subito dall’agente Alessandro Callista a Torino dai facinorosi a volto coperto dei centri sociali pro Askatasuna, hanno fatto il giro del mondo. Il governo promette che i responsabili verranno assicurati alla giustizia e che le misure di repressione per chi delinque saranno esemplari
Data: 1 Febbraio 2026

PESCARA – Le immagini della feroce guerriglia di ieri a Torino, in un corteo in cui i manifestanti pro Askatasuna – il centro sociale di Torino sgomberato e sigillato dalla polizia il 18 dicembre scorso ndr – hanno attaccato in modo criminale e premeditato le forze di polizia, hanno fatto il giro del mondo.

Dalle primissime ore del pomeriggio di ieri, in una Torino semiblindata, sono scesi in piazza almeno 20.000 persone, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, soprattutto dalla Francia, per aderire ad un attacco premeditato contro le forze di polizia. L’obiettivo era quello di sovvertire ogni ordine pubblico e caricare gli agenti schierati (crca mille) per garantire la sicurezza dei manifestanti, attraverso un piano preciso che che prevedeva una guerriglia organizzata da gruppi armati a volto coperto, dotati di lacrimogeni, mazze, martelli e ogni genere di armi utilizzate per caricare le forze dell’ordine. Sono stati circa 100 i poliziotti feriti con un blindato della polizia andato a fuoco.

Ma le immagini che hanno destato più apprenzione e indignazione sono sono state quelle della carica ad un agente di polizia, il 29enne Alessandro Callista, originario di Pescara, in forze alla questura di Padova. Una volta a terra è stato aggredito in modo criminale da manifestanti a volto coperto, che hanno colpito il poliziotto pescarese con calci, spranghe e un martello, provocandogli contusioni multiple alla coscia sinistra, e una sutura dopo il suo trasporto in ospedale. Attualmente Alessandro Callista è ricoverato presso l’ospedale Le Molinette assieme al collega, Lorenzo 28 anni, che è prontamente intervenuto per salvargli la vita. La premier Meloni si è recapta questa mattina in ospedale a Torino per offrire solidarietà da parte di tutti i cittadini italiani ai due rappresentanti delle forze dell’ordine aggrediti con una ferocia omicida, e quelle che vi proponiamo solo le stesse immagini che che ha diffuso personalmente sui social il Primo ministro della Repubblica.

Le stime diramate registrano oltre cento feriti tra le forze dell’ordine negli scontri durante la manifestazione di Torino, di cui 96 poliziotti feriti, 7 militari della guardia di finanza e 5 carabinieri.

La Lega Giovani Abruzzo ha espresso piena e totale solidarietà ad Alessandro Callista, poliziotto di Pescara di 29 anni brutalmente aggredito durante le manifestazioni avvenute a Torino, ad un mese dallo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il comunicato diramato che pubblichiamo integralmente è il seguente: «Condanniamo con la massima fermezza quanto accaduto e riteniamo inaccettabile che, con il pretesto della protesta, si arrivi ad atti di violenza così gravi contro chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Ancora più grave è che tali episodi siano avvenuti durante una manifestazione in difesa di un centro sociale occupato illegalmente e giustamente sgomberato dal Governo. L’aggressione a un giovane agente impegnato nello svolgimento del proprio lavoro rappresenta un atto vile e indegno, che nulla ha a che vedere con il dissenso democratico. Chi colpisce le forze dell’ordine colpisce lo Stato e il principio stesso di legalità. Ci auguriamo che per i responsabili vi sia un’unica strada: quella della giustizia, con pene certe e adeguate alla gravità delle azioni compiute. La Lega Giovani Abruzzo ribadisce il proprio sostegno alla Lega e al Governo nel portare avanti la battaglia per garantire maggiore tutela, strumenti di difesa e rispetto alle forze dell’ordine, auspicando che anche le opposizioni smettano di tacere di fronte a immagini così gravi e prendano finalmente una posizione chiara».

 

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