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Città Sant’Angelo, a Cupello sei lupi sbranano un asino e due caprette

Desta sempre più allarme la presenza di lupi nelle periferie dei centri abitati. In una contrada di campagna un branco di questi predatori ha aggredito un gruppo di animali domestici dopo aver superato la recinzione della casa di campagna
Data: 4 Aprile 2025

CITTA’ SANT’ANGELO – Il ripopolamento dei lupi comincia a destare allarme anche nelle regioni del Centro-sud Italia. Sempre più spesso branchi di questi audaci predatori si aggirano alle porte dei centri abitati, attirati dalle opportunità di cibo alla loro portata. Quanto ci è stato segnalato a Città Sant’Angelo ha destato particolare apprensione da parte della famiglia di Luciano De Leonibus, in contrada Cupello, dove un branco di sei lupi ha aggredito alcuni animali che dimoravano in una recinzione della sua abitazione di campagna. Il proprietario, che ha assistito impotente alla carneficina dei suoi animali, ha contato le carcasse di un asino, due caprette e di ben 18 lepri.

Gli ultimi episodi riportati nel territorio comunale destano un certo allarme fra la popolazione locale: un cittadino ha raccontato di essersi trovato a pochi metri da cinque esemplari di lupo; mentre un altro incontro ravvicinato con due lupi è avvenuto nelle vicinanze di un’abitazione. Per molti allevatori, gli attacchi ai loro animali rappresentano danni irreparabili, accompagnati da costi elevati per innalzare nuove recinzioni, spesso insufficienti.

Le conseguenze sociali ed economiche non tardano a manifestarsi. L’abbandono delle aree interne da parte delle popolazioni locali è in crescita, aggravando ulteriormente la crisi di un sistema già fragile, con effetti a cascata su imprese agricole e comunità rurali.

Alla luce di una situazione sempre più critica, gli esperti e le autorità chiedono misure immediate e un coordinamento efficace per bilanciare la tutela della biodiversità con la protezione delle persone e delle loro attività. Ignorare il problema non è più un’opzione: serve un intervento che possa ristabilire l’equilibrio tra uomo e natura, scongiurando scenari futuri ben più drammatici.

L’espansione dei branchi di lupi nelle periferie italiane alimenta tensioni e preoccupazioni: un fenomeno che richiama l’attenzione su questioni ecologiche, sociali e di sicurezza e su cui occorre chiedere un intervento urgente.

In base al primo monitoraggio nazionale sul lupo messo a punto dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in Italia vivono circa 3.300 lupi, la maggior parte dei quali concentrata lungo gli Appennini. L’espansione nella nostra Penisola i questi predatori che vivono in branchi, è il frutto di dinamiche naturali. Solo in Abruzzo è stimata una presenza di circa 300 lupi, con una concentrazione ripropduttiva in prossimità dell’Oasi del WWF alle Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi.

 

 

 

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