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Al Mazzini di Teramo si protesta contro la chiusura di Malattie Infettive

È cominciato questa mattina, come annunciato, lo sciopero della fame di una nutrita delegazione con in testa il direttore del Reparto, la dottoressa Antonella D’Alonzo, per scongiurare la soppressione di un presidio importante e strategico per la salute pubblica
Data: 4 Febbraio 2026

TERAMO – Avevano minacciato una protesta simbolica e al tempo stesso rappresentativa quella messa in atto questa mattina da una nutrita delegazione di sostenitori alla difesa del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Mazzini di Teramo.

È cominciato dunque quest’oggi lo sciopero della fame – organizzato dal giornalista Giancarlo Falconi – di un nutrito numero di protagonisti alla contestazione, fra cui la dottoressa Antonella D’Alonzo, dirigente medico del reparto malattie infettive, assieme alla partecipazione del segretario regionale UGL Salute Stefano Matteucci, dell’ex assessore al Comune di Teramo Valdo Di Bonaventura con il sindaco Gianguido D’Alberto e il consigliere regionale Giovanni Cavallari con il suo gruppo del consiglio comunale composto da Massimo Varani, Anastasia Liourase e Lorenza Contrisciani.

L’oggetto della protesta riguarda la decisione della UOC, l’Unità Operativa Complessa della ASL, di definire un nuovo piano organizzativo che prevede la mancata concessione di un reparto dell’ospedale Mazzini che, soprattutto nel periodo Covid, ha fatto la differenza per efficienza e supporto strategico sul territorio. La mancata trasformazione del reparto in Unità Operativa Complessa non solo rischierebbe di svalutare il ruolo clinico e organizzativo della struttura, ma potrebbe compromettere la qualità dell’assistenza ai cittadini della provincia.

Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto ha ribadito: «Eravamo qui nel febbraio 2020 con il Covid e questo reparto è stato fondamentale, strategico. Per questo esprimo pieno sostegno a questa iniziativa. Non è giusto perdere l’eccellenza di un reparto e la centralità della città di Teramo». Ribatte il consigliere regionale Cavallari: «Una cosa incredibile, con l’aumento incontrollato di Uoc amministrative l’ufficio del dottor Cosenza taglia una Uoc importantissima. Già abbiamo sventato la possibilità che psichiatria andasse a Giulianova. Questo è un servizio d’eccellenza per i nostri cittadini».

Di concerto i promotori della protesta pacifica hanno sottolineato che: «Tutto ciò avviene alla vigilia della presentazione del nuovo ospedale, un progetto dal costo di diverse centinaia di milioni di euro. Una scelta che continua a privilegiare il contenitore rispetto al contenuto, trascurando il valore umano e professionale delle strutture sanitarie esistenti. Si parla della prima pietra per il nuovo ospedale ma la prima pietra l’hanno messa su Malattie Infettive». Infatti il nuovo ospedale di Teramo – che sorgerà a Villa Mosca con posa della prima pietra prevista per il 2027/2028, andrebbe a sostituire il primo lotto del Mazzini – diventerà un grosso complesso ospedaliero di 500 posti letto, ed avrà un costo preventivato di circa 280 milioni di euro. L’obiettivo è quello creare un nuovo polo sanitario avanzato che dovrebbe dunque sostituire in toto la vecchia struttura del Mazzini, che verrebbe abbattuta non appena i lavori del nuovo nosocomio verranno ultimati entro il 2031.

Lo sciopero non si fermerà, hanno comunicato i rappresentanti del presidio, e  continuerà anche nella giornata di domani, spostandosi davanti all’ingresso del I^ lotto dell’ospedale Mazzini, nella speranza che possa scongiurare le dimissioni della dottoressa Antonella D’Alonzo e che possa favorire un ripensamento sulla UOC.

 

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