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Nonna Savina spegne a Bisenti una torta con 100 candeline

Una esistenza vissuta fra la famiglia, i figli e il duro lavoro dei campi per la nonna centenaria della frazione del teramano, al secolo Anna Saveria Liberati, che proprio ieri ha festeggiato con amici e parenti l’agognato traguardo del secolo di vita
Data: 23 Luglio 2025

BISENTI – Bisenti festeggia il traguardo delle 100 candeline per Nonna Savina. Ieri sera, circondata dall’affetto di amici, curiosi e parenti, Anna Saveria Liberati, meglio conosciuta fin da piccola come Savina, nata in contrada Collemarmo di Bisenti il 22 luglio 1925, ha festeggiato il secolo di vita.

Dotata di una memoria straordinaria, ancora molto dinamica e brillante, è la maggiore di 6 figli, di cui 3 femmine e 3 maschi. La sua vita l’ha trascorsa in campagna, coltivando la terra, senza trascurare la cura delle faccende di casa e accudendo una famiglia di 5 figli, 3 femmine e 2 maschi gemelli. Nonna Savina ebbe a 23 anni la prima figlia Lucia (agosto 1948), nel 1950 la seconda Sabina, poi nel 1952 nacquero Dante e Benito (gemelli) e Anna Maria nel 1954. Attualmente vive con i figli Benito e Dante e con la nuora Tiziana in contrada San Martino di Bisenti, una grazione del teramano.

Dopo aver conseguito la licenza elementare a Bisenti, Savina è stata protagonista di una lunga ed intensa storia d’amore. Si sposò a 22 anni nel 1947 con Antonio Profeta, di un anno più giovane di lei, deceduto nel 2010 dopo aver trascorso 63 anni di matrimonio insieme alla moglie. I due hanno coltivato un bel rapporto di amicizia fin da quando andavano a scuola, rapporto poi sfociato in un sentimento d’amore profondo e sincero.

Un primo piano di Anna Saveria Liberati, nuova centenaria di Bisenti

«Ho vissuto – ci dice Savina – il periodo della Seconda guerra mondiale. Mio marito Tonino è partito per il fronte ma per fortuna non gli è successo niente. Tornò sano e salvo. Io sono rimasta a casa ma ero sempre pronta a scappare per non farmi prendere dai tedeschi che cercavano le ragazze giovani. È stato un periodo molto duro. Anche i fascisti erano pericolosi e dovevamo stare attenti perché ci controllavano: la tranquillità nelle nostre famiglie tornò solo dopo un paio di anni dalla fine della guerra».

«Non mi aspettavo di arrivare a 100 anni – sospira con soddifazione la cenenaria di Bisenti – e sono davvero contenta di ricevere tanto calore e affetto da parte della mia splendida famiglia e dei tanti parenti e amici».

 

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