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Emergenza sicurezza e «baby gang», convegno a Pescara

Il Dipartimento provinciale Sicurezza e Immigrazione della Lega, coordinato da Matteo Mascitti, ha organizzato nel Palazzo della Provincia un interessante incontro per approfondire quelle che sono le dinamiche di una situazione preoccupante che necessita di immediati ed incisivi interventi alla fonte del problema
Data: 31 Gennaio 2026

PESCARA – La «Sala Figlia Di Iorio» della Provincia di Pescara ha ospitato il convegno dedicato alla sicurezza urbana e al fenomeno delle baby gang, promosso dal Dipartimento provinciale Sicurezza e Immigrazione della Lega, coordinato da Matteo Mascitti. L’incontro, dal titolo «Baby Gang – L’indagine Nero Ombra», ha rappresentato un momento di approfondimento tecnico e di confronto su un tema di strettissima attualità, offrendo un’analisi del fenomeno dal punto di vista investigativo e operativo delle forze dell’ordine.

Relatrice del convegno è stata Elena Pagani, Maestro d’Arte, disegnatrice accademica forense, operatrice della polizia Scientifica e dirigente nazionale del SAP – Sindacato Autonomo di Polizia. Sono intervenuti Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale Lega Abruzzo; Andrea Scordella, responsabile del Dipartimento Regionale Sicurezza Lega; Pasquale Barilone, responsabile dei Dipartimenti Provinciali Lega Pescara. «Il progetto di questo convegno è stato strutturato e definito già nel mese di ottobre – ha spiegato Mascitti –. Esistono comportamenti criminali che minano la sicurezza fisica e psicologica dei cittadini nei contesti urbani. Oggi abbiamo voluto affrontare un fenomeno qual è quello delle baby gang, quanto mai attuale, analizzandolo da un punto di vista tecnico. Ringrazio Pagani per averci consentito di comprendere meglio dinamiche, strumenti e risposte operative legate a una problematica di forte rilevanza sociale».

Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale Lega Abruzzo

Nel suo intervento, Pagani si è soffermata sul caso «Nero Ombra», avvenuto a Rimini nell’agosto del 2017. Pagani è autrice dell’identikit che si rivelò decisivo per l’individuazione del capo della gang, composta da tre minorenni e un maggiorenne, responsabile di reati gravissimi. «Il fenomeno delle baby gang è ormai dilagante – ha sottolineato D’Incecco – ed è il frutto di anni e anni di lassismo, che hanno prodotto profonde crepe culturali e sociali nel nostro Paese. La Lega sta portando avanti una serie di misure, inasprimenti normativi e proposte di legge, volte a garantire proprio una maggiore sicurezza ai cittadini e più dignità alle forze dell’ordine. Allo stesso tempo, però, è anche necessario un lavoro profondo e strutturale nelle famiglie, nelle scuole e nella società. Viviamo oggi un momento in cui molti cittadini non si sentono più sereni nella vita quotidiana. Questa percezione di insicurezza è il risultato di scelte e disattenzioni, ripeto, del passato. Pensare di recuperare anni di lassismo nell’arco di una sola legislatura significa non avere piena contezza della complessità del problema. È indispensabile investire sulle forze dell’ordine, che svolgono un ruolo determinante e che vanno sostenute, e parallelamente avviare politiche culturali ed educative di lungo periodo. Quella che affrontiamo – ha concluso D’Incecco – non è comunque solo criminalità, ma anche un malcostume diffuso, un insieme di disabitudini e difficoltà legate a contesti culturali differenti. Attraverso eventi come quello di oggi vogliamo contribuire a ricostruire una cultura della legalità e della sicurezza. Vanno recuperati valori che troppo spesso sono stati abbandonati. Il problema riguarda Pescara, l’Italia intera e, più in generale, l’Occidente, e va affrontato con serietà, continuità e una visione di lungo periodo».

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