GIULIANOVA – Si è spento questa mattina a Giulianova, all’età di 92 anni, il maestro Gigino Falconi. Era nato il 21 marzo del 1933 e sin da ragazzo aveva cominciato il suo lunghissimo percorso artistico, anche se riesce a raggiungere la sua maturità artistica presso il Liceo Artistico di Pescara solo dopo aver conseguito la maturità da ragioniere nel lontano 1952.

È stato docente per vent’anni presso la Scuola media di Giulianova, dopo aver vinto il concorso per la cattedra di disegno. Il territorio locale, con i suoi paesaggi, è stato fonte inesauribile di ispirazione per le sue opere che incarnano una insolita personalizzazione per l’arte rinascimentale fino a quella barocca, attraverso una tecnica che affonda i suoi studi e le sue percezioni nell’impronta di «artisti della luce» come Caravaggio, Rembrandt e Jusepe de Ribera, detto «Spagnoletto».

Dal 1995 al 1999 il maestro Falcone sviluppa un ciclo di pitture a carattere sacro, fra cui il dipinto «Annunciazione» che porta la data del 1995, realizzato per il VII centenario della Santa Casa di Loreto nel cui museo l’opera viene poi esposta.

Il sindaco di Giulianova, Jwan Costantini, ricorda così l’artista giuliese scomparso: «Il maestro era una presenza viva, nel territorio, ed ospite discreto del nostro spazio quotidiano. A Giulianova, sono davvero poche le case in cui non ci sia un quadro, una stampa, un’opera anche piccola di Gigino Falconi. Le sue creature, i suoi colori e gli scenari rarefatti, fanno parte a pieno titolo di un immaginario collettivo, che non è però possibile pensare sganciato da questa terra, dalla sua gente. Oggi Giulianova dice addio ad un grande artista, e ad un uomo di rara cultura, sensibile, intelligente»,
«In queste ore – aggiunge l’assessore Nausicaa Cameli – sono particolarmente vicina alla famiglia, ai figli Caterina, Mimmo e Alessandro. Il patrimonio che il maestro ci lascia è enorme. Mi piace ricordarlo quando, nel dicembre 2024, l’ Amministrazione comunale lo omaggiò a palazzo Kursaal con una targa di benemerenza. L’occasione fu un’asta di beneficenza di alcune sue opere che lui stesso, generosamente, aveva promosso. Fu un momento di grande commozione, denso della stima e dell’affetto da parte dell’intera comunità. Il maestro Falconi, eccezionale portatore di umanità e bellezza, resterà un faro per le generazioni future, figura straordinaria dell’ arte italiana».







