MONTEFIORE DELL’ASO – La leggera pioggia e le temperature rigide di questi giorni non hanno scalfito la curiosità dei molti presenti accorsi numerosi nella Sala dedicata proprio ad Adofo De Carolis, ex-teatro, nella suggestiva archiettettura del Polo museale di San Francesco a Montefiore dell’Aso. Tutto questo per celebrare quelle che sono state le tappe cronologiche che hanno scandito negli anni la realizzazione e il completamento di uno dei musei più rappresentativi e iconografici sull’artista e illustratore montefiorino, soprattutto per l’ultimo lascito degli eredi del Maestro, di cui il sindaco Nazzareno Ciarrocchi ha espresso grande soddisfazione, prima che Donella De Carolis, nipote dell’artista, leggesse la lettera dell’architetto Giovanni Piccioli De Carolis che spiegava le profonde motivazioni di un gesto che definisce i contorni di un lavoro lungo e laborioso.

Un evento molto sentito dalla popolazione locale, soprattutto per il prestigio che incarna Adolfo De Carolis, illustratore di Gabriele D’Annunzio e di parsonaggi di come Giovanni Pascoli e Giosuè Carducci. Il lascito artistico, composto da un centinaio di quadri opportunamente sistemati in una cornice aerea attorno alla Sala, vanno ad arricchire una collezione fatta di tele, bozzetti, matrici in legno e illustrazioni di vario genere, in grado di capitalizzare un valore storico che caratterizza appieno il percorso artistico di Adolfo De Carolis. Grazie alla passione e alla dedizione di mecenati del valore del professor Francesco Egidi, che nel 1950 impegnò il suo personale capitale di 5 milioni di lire pur di acquistare una serie di preziose tele e opere dell’artista De Carolis, per poi donarle al Comune di Montefiore, oggi siamo in grado di assuefarci rispetto ad un repertorio di strumenti e disegni del Maestro che hanno trovato la loro ideale collocazione in uno dei borghi più belli e caratteristici d’Italia.

Una delle figure centrali nell’architettura compositiva del Museo De Carolis, fu proprio quella di Francesco Egidi, filologo, membro di una delle più antiche e nobili famiglie di Montefiore dell’Aso. Personaggio dalla grande personalità, molto discusso all’epoca per alcune vicende personali riconducibili alla donna che prese in sposa, fu uno dei massimi studiosi di testi storici, anche grazie alla sua conoscenza dell’inglese, tedesco, francese e spagnolo, che gli ha permisero, inoltre, di ricercare la maggior parte dei testi disponibili, e anche quelli di altri campi di studio.

Fu proprio Francesco Egidi che, assieme all’aiuto economico di altri intellettuali del tempo, si impegnò a traslare i resti del celebre artista, morto a Roma il 7 febbraio del 1928 all’età di 54 anni, nella cripta marmorea della Chiesa di San Francesco a Montefiore dell’Aso, sua città natale. Ovviamente la sensibilità e la collaborazione da parte degli eredi di Adoldo De Carolis fu determinante per completare un progetto tanto difficile quanto ambizioso per il Comune di Montefiore, come ha ribadito con alcuni racconti circostanziati Giamaica Brilli ai tempi in cui ebbe modo di collaborare al recupero di importanti opere del De Carolis . Il Museo De Carolis fu inaugurato nel 1961 e, mentre nel 1974 si celebrava il centenario della morte dell’illustratore marchigiano, la raccolta di opere e oggetti, divenne sempre più ricca grazie proprio alla concessione di nuovi lasciti da parte degli eredi, che si sono succeduti con un certo intervallo di tempo, quasi a voler comporre il ciclo artistico dell’artista.
Oronzo Mauro, curatore della mostra, si è soffermato sulla capacità propulsiva di Francesco Egidi nell’acquistare molte opere che hanno contribuito alla nascita del Museo De Carolis, e sul significato rappresentativo e interpretativo dell’opera «Il Notturno» del 1916 di Gabriele D’Annunzio, la cui illustrazione xilografica della copertina di De Carolis richiama all’incidente all’occhio destro del Vate durante una missione su Trieste in cui fu costretto ad un ammaraggio d’emergenza sull’idrovolante sul quale si trovava.

Erano presenti al tavolo dei relatori, il curatore dell’iniziativa, Oronzo Mauro, il sindaco Nazzareno Ciarrocchi, Massimo Egidi, Donella De Carolis e Giamaica Brilli, ex-assessore del Comune di Montefiore.
Massimo Manfregola







