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A Teramo la presentazione del libro su Pietro Rosati, latinista postmoderno

Sabato prossimo, presso il Conservatorio Braga del capoluogo abruzzese, la presentazione del lavoro di Renata Ronchi che celebra il percorso culturale di un personaggio poliedrico, amico del poeta Giovanni Pascoli e affermato latinista e pensatore di primissimo livello
Data: 8 Aprile 2025

TERAMO – Sabato 12 aprile, alle 18, presso il Conservatorio Braga di Teramo, è in programma la presentazione del volume di Renata Ronchi, Pietro Tosati, vita e opere di un grande latinista abruzzese, edito da Ricerche & Redazioni. Quello di celebrare una figura poliedrica e di spessore del valore di Pietro Rosati, che divenne sacerdote dell’ordine dei Padri Barnabiti nel 1858, ricalca il concetto di Memoria storica, così come sottolineato in un passaggio nella premessa dell’autrice, che riporta le riflessioni del critico d’arte professor Nerio Rosa attraverso un messaggo che accompagnava la stesura dell’ultimo manoscritto dal quale prende spunto questo libro: «Il concetto di Memoria storica è questo: studiare il passato e conservarlo nella sua autonoma autenticità. Memoria che recupera una realtà da reinserire in un contesto contemporaneo da aprire anche verso il futuro. Mi sono reso conto della presenza nel suo testo di aperture postmoderne, magari inconsce, ma utilissime nel prosieguo di un rapporto culturale con i giovani di oggi. Libri come quelli che lei scrive ci permettono di tramandare la nostra storia ai posteri».

Tramandare ai posteri la cultura diventa così una missione. Pietro Rosati apparteneva ad una famiglia di intellettuali originaria di Ponzano, frazione di Civitella del Tronto. Insegnò Greco e Latino, quando cominciò la sua carriera di docente prima a Napoli, nel Collegio Santa Maria a Caravaggio, poi a Parma, nel Liceo Collegio Maria Luigia. Ricoprì varie cariche di prestigio fra cui quella di Rettore, dal 1881 al 1885. Latinista di fama, scrisse una vasta produzione di testi poetici, partecipando a numerose manifestazioni e premi letterali di fama internazionale. Fu amico di Giovanni Pascoli, con il quale condivideva la passione per la lingua dell’antica Roma. Pietro Rosati fu anche un valente uomo di scienza, al punto che divenne un ricercatore naturalistico esperto in Ornitologia, Mineralogia, e Botanica.

L’autrice Renata Ronchi ribadisce quanto sia stata fondamentale la spinta ricevuta da personaggi che ebbero la fortuna di conoscere Rosati, così come l’incoraggiamento del professore Nerio Rosa e quanto auspicato dall’insigne latinista Giovanni Mezucelli che, alla notizia della morte di Pietro Rosati (avvenuta nell’agosto del 1915), in una lettera inviata ai famigliari il 24 marzo del 1916, lo definiva «un grande latinista pensatore, compositore di versi latini d’una facilità essenziale, uomo morale la cui figura, rara ai tempi che corrono, è necessario sia meglio nota ai presenti e non ignorata da chi verrà…».

credit: www.habitualtourist.com

 

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