Trofeo Matteotti 2026 invito presentazione sabato 5 settembre alle 10
banner_giogreen
previous arrow
next arrow
Banner 3
Banner 4

Nuova Pescara, Marco Di Marzio: «Ora basta, si proceda»

Il dibattito sulla fusione delle città di Pescara, Montesilvano e Spoltore, non accenna a placarsi. Il progetto che dovrebbe diventare operativo a partire dal gennaio 2027, sembra una corsa dosseminata da ostacoli. Il presidente del Comitato di Spoltore per la Nuova Pescara lancia una sonora provocazione alle forze politiche interessate
Data: 25 Giugno 2025

SPOLTORE – Il dibattito sulla opportunità – che di fatto è legge – della fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore in un’unica città metropolitana, la seconda più popolosa della costa adriatica dopo Bari, non accenna ad assottigliarsi. Proprio a Spoltore, il 30 maggio scorso, il Comitato di Spoltore per la Nuova Pescara aveva organizzato un interessante tavolo di lavoro, al quale avevano partecipato i rappresentati politici – ad eccezione dei sindaci di Pescara e Montesilvano – delle tre realtà interessate. Dall’incontro erano nate molte voci discordanti su questo progetto che dovrebbe diventare ufficialmente operativo a partire dall’1 gennaio 2027.

L’incontro organizzato il 30 maggio scorso sulla bella terrazza dela Società Operaia di Mutuo Soccorso a Spoltore

Certo, il condizionale è d’obbligo, perché non è detto che non ci possano esseri ulteriori slittamenti a questa fatidica data. Proprio nell’incontro ben organizzato a Spoltore a fine maggio, sono emerse molte voci discordanti da parte degli esponenti della maggioranza dell’esecutivo diretto dal sindaco di Spoltore Chiara Trulli, in particolare dal presidente Lucio Matricciani – che ha definito come una «annessione» questa fusione – ponendo l’accento su quelle che ha individuato come criticità del sistema ancora da organizzare, fra cui la gestione delle tre società appaltatrici dei rifiuti urbani e sulle eventuali clausole di salvaguardia, per evitare che i comuni virtuosi debbano pagare i debiti contratti da altri comuni.

Carlo Costantini

Anche Montesilvano, attraverso il vicesindaco Paolo Cilli, aveva posto l’accento su problema relativo alla riforma dei parametri della Tari, la tassa comunale sui rifiuti, che andrebbe a penalizzare soprattutto gli esercizi commerciali, già in crisi con i problemi relativi all’attuale congiuntura economica che sembra dovrà accentuarsi con gli ultimi focolai di crisi a livello internazionale.

Poi esiste il fronte rappresentato da Carlo Costantini, una sorta di padre putativo di questa fusione, che teme che la situazione attuale rappresenti solo un mezzo per l’elite politica che vuole garantirsi il futuro, apostrofando come «medievale» l’attuale architettura del nostro Paese. Secondo Costantini, consigliere d’opposizione del Comune di Pescara, la fusione amministrativa ridurrebbe la forza lavoro in capo e sarebbe una forma di efficientamento della macchina amministrativa.

Anche il presidente del Comitato di Spoltore per la Nuova Pescara, Marco Di Marzio, sembra avere le idee chiare sulla situazione e sbotta dicendo: «Ora basta, non possiamo rimanere inerti a guardare questo gioco di poltrone e candidature. Il voto è una cosa seria (referendum del 2024 n.d.r.) il popolo si è espresso democraticamente: invece di continuare con le danze dei rinvii per garantire e blindare candidature, cari politici spendete il tempo per realizzare quello che i cittadini vi chiedono. Anche i ragazzi – prosegue Di Marzio –  come hanno dimostrato i giovani dem fondando un circolo dal nome Nuova Pescara, dimostrano di volere la nuova città e firmano un documento dove chiedono a gran voce di realizzare questo desiderio che guarda al futuro. La realizzazione di questo ambizioso progetto deve prescindere dai colori politici e dal campanilismo e ha la necessità che tutti gli attori diano il meglio di loro stessi per raggiungere l’obiettivo».

Poi ancora la provocazione lanciata dal presidente del Comitato di Spoltore per la Nuova Pescara: «Faccio una domanda alla politica tutta, se si dovesse rimandare ulteriormente al 2029 per attendere le scadenze naturali dei mandati di Montesilvano e Pescara a Spoltore cosa si farà? si torna alle urne per soli due anni oppure si commissaria per due anni lasciando discutere i termini della fusione ad un commissario? Ribadiamo il nostro no categorico a ulteriori rinvii – conclude –  e se sarà necessario dimostreremo la nostra convinzione con tutti coloro che sono fedeli al voto espresso in pubblica piazza e senza colore politico».

mas.man.

Articoli Correlati:

A Spoltore un dibattito sul presente e futuro della Nuova Pescara

Banner 6
Banner 7
Banner 8
Banner 9