SPOLTORE – La «Nuova Pescara» può attendere. Ma non è certo un paradiso il richiamo che viene in mento dalla nostra sintetica introduzione rispetto al titolo di un film di successo della fine degli anni Settanta del secolo scorso. La tanto discussa fusione fra Pescara, Spoltore e Montesilvano verrà probabilmente ancora una volta rimandata. A quanto pare l’ultima data prevista del 1° gennaio del 2027 potrebbe slittare ancora una volta, dopo quelle pregresse del 2016 e 2019.
Infatti, proprio ieri l’Assemblea costitutiva, che si è riunita presso la Sala consiliare di Pescara, con 38 voti favorevoli e 12 contrari, ha approvato il rinvio tecnico chiesto alla Regione Abruzzo per una proroga alla fusione. Allo stato attuale non ci sarebbero le condizioni per avviare il processo di fusione nei tempi fissati dalla legge regionale.
La risposta del il presidente del Comitato spoltorese pro Nuova Pescara, Marco Di Marzio, non si fa attendere e in un comunicato minaccia di presentare un ricorso al Tar per un eventuale nuovo rinvio. «Ieri presso la sala consiliare di Pescara si è verificato il solito spettacolo – dichiara Marco Di Marzio nella nota che riportiamo –. Gli amministratori tutti compatti, dei 3 comuni coinvolti nella fusione hanno certificato di non aver raggiunto gli obiettivi, e come al solito in palese violazione della volontà popolare espressa dal referendum, hanno chiesto l’ennesimo rinvio per la nascita della Nuova Pescara. Un teatrino vergognoso che prende in giro i cittadini, gli stessi che sono contrari e che hanno fatto di tutto per affossare l’iter della fusione, chiedono più tempo dopo 12 anni di immobilismo e ostruzionismo più o meno silenzioso a tutti i livelli. Noi come comitato cittadino – continua il presidente del Comitato – chiediamo l’applicazione della legge regionale 13/2023, e chiediamo la nomina immediata di un commissario ad acta per la fusione, il voto di ieri dell’assemblea costituente ha certificato la mancanza di raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla legge creando le condizioni necessarie per la nomina del commissario. L’incapacità manifesta di questa politica di realizzare la volontà referendaria crea un danno ai cittadini che stanno aspettando da 12 anni la nuova città, che continua ad essere oggi più che mai la più grande
opportunità di sviluppo che il nostro territorio ha dal dopo guerra ad oggi. Come in occasione dei tentativi illegittimi di convocare delle consultazioni irregolari da parte di Spoltore e Montesilvano siamo pronti ad appoggiare un nuovo ricorso al TAR per chiedere l’applicazione della legge di fusione e la nomina del commissario ad acta».
«Ribadiamo –riporta nelle note conclusive il comunicato – quanto già scritto nella recente lettera aperta indirizzata al Presidente dell’aggiunta Regionale Marco Marsilio e al Presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, e con forza chiediamo che si facciano garanti della volontà popolare, mettendo un punto definitivo a questo spettacolo indegno. Inoltre vogliamo sapere cosa accadrà in caso di rinvio a Spoltore perché l’attuale amministrazione terminerà il suo mandato in primavera. Anche perché applicando la legge 13/2023 a partire da oggi primo settembre possono solo occuparsi dell’amministrazione corrente senza più alcun potere di pianificazione».
Articoli correlati:







