SELVA DI VAL GARDENA – In questa puntata del nostro rotocalco di approfondimento «Plus» della nostra testata giornalistica, siamo andati in Val Gardena per fare il punto sulla fine della stagione invernale e, soprattutto, sull’antica e nobile tradizione artistica scultorea dei professionisti e incisori del legno.
Se è vero che il settore trainante dell’economia della Val Gardena è il turismo, non bisogna dimenticare che una delle attività di grande interesse per questa regione delle Dolomiti è l’artigianato del legno e, precisamente, l’intaglio di statue e di personaggi della iconografia sacra, come madonnine e crocifissi di altissimo valore artistico e simbolico di una comunità, quella ladina, la cui lingua ha origini molto antecedenti rispetto a quella italiana.

Tutto è cominciato dalle donne dei pastori e dei boscaioli locali, che hanno cominciato con l’intagliare giocattoli per i figli per poi proseguire come forma di commercio, fino alle prima sculture sacre di artisti che si sono evoluti nel tempo secondo una tradizione secolare. Alcuni reperti antichi ritrovati proprio nella Val Gardena, relativi ad oggetti come giocattoli, come trottole e rudimentali bambole, fanno risalire la loro costruzione al ad una data antecedente al XVII secolo, in un’epoca vicina al XV secolo.

La scultura del legno nasce dunque dalla creatività della gente del luogo – le prime furono proprio le donne – e all’urgente necessità di avere un’occupazione durante l’intero periodo dell’anno, soprattutto in quello invernale, in modo da poter compensare la scarsa fertilità dei terreni e l’insufficiente produttività dei masi.
La produzione di figure in legno, almeno quella documentata, inizia nel XVII secolo, e vedrà lo sviluppo dal modello più elementare dell’artigianato domestico sino alla fabbricazione seriale e industriale.
credit fotografici: www.bergland.it/it/storia-e-tradizione
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