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L’antica sacrestia di Padre Pio è chiusa per lavori

Un luogo mistico quello che adesso è occupato dagli operai, come pieni di sacralità sono i luoghi in cui il frate più venerato del mondo si accingeva a vivere donando pace e serenità ai suoi confratelli
Data: 29 Maggio 2024

SAN GIOVANNI ROTONDO – Nell’antica sacrestia del chiesa del convento dei frati minori cappuccini a San Giovanni Rotondo sono in atto i lavori di ristrutturazione e tinteggiatura della sala che fu molto cara a San Pio di Pietrelicina. Un ambiente semplice la sacrestia, come lo era il frate con le stimmate che dimorò nelle anguste celle del piccolo convento alle pendici del Gargano fino al giorno della sua morte, il 23 settembre del 1968.

 

 

 

Un luogo mistico quello che adesso è occupato dagli operai, come pieni di sacralità sono i luoghi in cui il frate più venerato del mondo si accingeva a vivere in una quotidianità scandita dalla preghiera e dalle interminabili confessioni. Proprio quelle pareti, che hanno «respirato» e custodito per decenni segreti ed emozioni di migliaia di fedeli, saranno adesso ricoperte di una nuova vernice, che donerà nuova luce alle volte e alle pareti ormai segnate dal tempo. Peccato, perchè proprio quei colori sbiaditi, nella loro autentica austerità religiosa, donavano al luogo una spiritualità che non passava inosservata ai tanti fedeli che ogni anno fanno visita alle spoglie del santo che ha dedicato tutta la sua vita alle tragedie del prossimo.

Gli interni dell’antica sacrestia della chiesetta di Santa Maria delle Grazie con il grande mobile armadio dove Padre Pio celebrava il rito della vestizione con i paramenti liturgici prima di ogni santa messa

La vecchia chiesa, quella che una volta era isolata in una zona impervia e rocciosa a tre chilometri dall’abitato di San Giovanni Rotondo, è stata completata nel 1581 per poi essere riparata nel 1629, a seguito del terremoto del 1624 che per anni la rese inagibile. Solo il 5 luglio del 1676 fu consacrata e dedicata a Santa Maria delle Grazie. Padre Pio celebrò la prima messa in questa chiesetta del convento nel 1945 fino al 1959. Dall’ultima data in avanti, quando venne consacrata il primo luglio dal vescovo di Foggia, mons. Paolo Carta, la nuova chiesa attigua, molto più grande e capiente rispetto a quella più piccola del convento dei frati, sostituitì ogni celebrazione religosa del santuario di San Giovanni Rotondo, fino alla nuovissimo impianto di Renzo Piano.


L’interno della piccola chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie del convento dei frati minori cappuccini del santuario di San Giovanni Rotondo. Padre Pio celebrò messa dal 1945 fino al 1959, mentre continuò a confessare i fedeli fino alla sua morte

Proprio sul lato sinistro della piccola chiesa, San Pio si dedicò alla confessione dei fedeli in modo ininterrotto fino alla sua morte. Di solito erano le donne che riceveva in confessionale nella chiesa della Madonna delle Grazie, mentre era solito confessare gli uomini nel confessionale che era posto proprio nella vecchia sagrestia dove oggi sono in corso i lavori di ristrutturazione.

L’immagine della Madonna Addolorata che compare sul grande sportello a lato sinistro del mobile che si trova nell’antica sacrestia della chiesetta del concvento

Pochi gli arredi, fra cui due vecchi confessionali, un mobile armadio in legno della prima metà del XVIII secolo, dove San Pio conservava i paramenti liturgici e i registri dell’epoca, e un’acqua santiera in pietra con un rubinetto in ottone, posta sotto l’unica finestra della sala. La raffigurazione della Madonna Addolorata, dipinta ad olio su tela del 1760 circa, sullo sportello sinistro del grande mobile centrale, è una delle icone più suggestive di quello spazio che, attraverso due porticine, comunica direttamete con le sale del convento. Il suo volto soave e lo sgardo dolcissimo rappresentano una icona di spiritualità e un messaggio di pace per tutti coloro che visitano quei luoghi.

 

Dal 17 marzo le spoglie di San Pio hanno lasciato la cripta del santuario di Santa Maria delle Grazie per essere traslate nella nuova chiesa intitolata al Santo Cappuccino, dove sarà esposta alla venerazione fino all’autunno prossimo.

 

Massimo Manfregola

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