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A Silvi gli atleti di Belgio e Francia per il torball paralimpico

Il sindaco del Comune di Silvi Andrea Scordella, il presidente del Consiglio Fabrizio Valloscura e l’assessore allo Sport Beta Costantini con il presidente della FISPIC Sandro Di Girolamo, hanno inaugurato questa mattina, presso il palazzetto dello sport, il primo Trofeo Internazionale di Torball
Data: 6 Dicembre 2025

SILVI – Se è vero che per Silvi si profila la candidatura a «Città europea dello sport» è altrettanto realistico evidenziare che l’Amministrazione comunale ha intrapreso la strada giusta per incorniciare un’immagine dinamica e attrattiva di un ciclo di iniziative che diventano il simbolo originale della cittadina teramana che si affaccia sull’Adriatico. Tanto è vero che oggi sono in corso al Pala Piomba, così come avevamo preannunciato, le gare del primo «Trofeo Internazionale di Torball» paralimpico della FISPIC.

Da sinistra il presidente del Consiglio del Comune di Silvi, Fabrizio Valloscura, gli albitri del Trofeo di Torball, l’allenatore del Teramo e organizzatore della manifestazione, Antonio Pavone, Leone Pantolfi, il sindaco Andrea Scordella, il presidente della FISPIC, Sandro Di Girolamo, Italo Di Giovine e l’assessore allo Sport, Beta Costantini

Sono otto le squadre che si sono date appuntamento a Silvi Marina per questo che si preannuncia come il primo di una serie di appuntamenti di caratura internazione di questo tipo. La compagine straniera è rappresentata da Francia e Belgio, con le rispettive formazione dell’«Anices» e della «ViGe Waasland», con l’assenza dell’Austria della «Graz» che all’ultimo minuto ha dovuto dare forfait e quindi sostituita dall’italiana «Retal vesuviana». Le altre regioni italiane sono invece rappresentate dalla formazione del Teramo per l’Abruzzo, dalla Ciociaria di Frosinone per il Lazio, dalla Olympia Cosenza per la Calabria e dal Torino per il Piemonte.

Tre i giocatori che si scontrano sul parquet per ogni squadra, in un campo diviso da tre fili di inciampo per la palla sonora e due reti. Per fare punti nella zona avversaria bisogna tirare in porta e fare gol, facendo in modo che gli antagonisti, posizionati a terra, non bracchino la palla con le braccia e la sagoma del corpo.

La campanella che segna il fallo nel momento in cui la palla dovesse sfiorare la corda

Spesso, in questo gioco, immerso nel silenzio più assoluto, dove l’unica voce è quella dell’arbitro, è fondamentale individuare la direzione della palla, che deve essere lanciata nella rete avversaria in modo che il tiro sia radente al suolo, evitando l’ostacolo dei fili che attraversano il centro campo in modo trasversale. Per ogni contatto con il filo suona un campanello e quindi scatta il fallo, che viene eseguito nella porta avversaria e parato solo da due giocatori.

I giocatori del «Teramo Torball», da sinistra, Italo Di Giovine, di Mosciano Sant’Angelo e Leone Pantolfi di Silvi Alta

Intuito, senzo dello spazio, capacità tattiche e sviluppo dell’udito, sono le doti necessarie per giocare una buona partita. Anche l’ingombro fisico diventa importante quando bisogna fare «muro» affinché la palla non vada in rete. «È uno sport molto inclusivo – ci spiega Leone Pantolfi, giocatore ipovedente del Teramo nato a Silvi, intervistato nel corridoio degli spogliatoi del palasport–. Il regolamento prevede che nella squadra ci sia anche un giocatore normodotato, oltre che giocatori ipovedenti come me e giocatori con la piena cecità: tutti siamo dotati di mascherine con bende oftalmiche, in modo che ai giocatori non sia permesso di vedere, garantendo per tutti i giocatori il buio più assoluto. Ovviamente i partecipanti affetti da cecità assoluta, sono quelli dotati di una sensibilità più accentuata e di una capacità di gestire gli spazi in campo, di gran lunga superiore rispetto a quelli ipovedenti e normodotati. Non è facile praticare questo sport, soprattutto per i problemi di natura logistica che dobbiamo affrontare, a causa della nostra impossibilità di essere autonomi negli spostamenti. Abbiamo difficoltà persino nel trovare una palestra per i nostri allenamenti – sottolinea Pantolfi con un pizzico di spirito critico -. Ma la passione ci permette di affrontare anche questi problemi, perché siamo onorati di militare nella squadra del Teramo, una delle formazioni più forti della specialità, almeno fino al 2010, quando con la nostra casacca giocava Sandro Di Girolamo, oggi dirigente federale e presidente della Federazione oltre che consigliere nazionale paralimpico. Di Girolamo è stato un giocatore fra i più rappresentativi a livello europeo del nostro sport. Siamo onorati di averlo come presidente e, soprattutto, giocare in una squadra con la quale ha vinto cinque campionati di Serie A, quattro Coppe Italia e quattro Super Coppe. Anche oggi cercheremo di farci onore anche se la concorrenza è molto agguerrita e qualificata».

Alcune fasi del match di questa mattina fra il Teramo (casacca rossa) e la squadra belga della «ViGe Waasland» 

Le gare, che si incrociano in un girone all’italiana, questa mattina sono state particolarmente combattute fra cui la partita del Teramo, giocata con la forte formazione dei belgi della «ViGe Waasland» che hanno vinto con il punteggio di cinque gol a tre e due falli subiti dagli abruzzesi. Per decretare i vincitori del torneo è ancora presto perché le gare proseguiranno fino a tardo pomeriggio. Che vinca il migliore.

mas.man.

Nella foto di copertina la formazione al completo del «Teramo Torball»: Antonio Di Pasquale, Antonio Pavone (allenatore), Luca Santicchia, Tiziano Marinelli, Daniele Principe, Italo Di Giovine e Leoone Pantolfi

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