Trofeo Matteotti 2026 invito presentazione sabato 5 settembre alle 10
banner_giogreen
previous arrow
next arrow
Banner 3
Banner 4

Viticoltura, il Nero di Troia dimorerà sulla Valle del Fortore

In contrada Vastia, su un terreno di tre ettari, Peppino Di Iorio sta impiantando un nuovo vigneto con uve pregiate per una produzione di vino utile alla promozione turistica del territorio dei Monti Dauni
Data: 3 Giugno 2024

CELENZA VALFORTORE  – Lanciare il guanto di sfida oltre ogni ostacolo è una pratica sempre più inusuale e desueta. Ma per fortuna Peppino Di Iorio naviga controcorrente diventando un semidio sul territorio dei Monti Dauni per iniziative che hanno radici – è proprio il caso di dire – nella cultura bucolica dei nostri luoghi.

Finalmente non parliamo di parchi eolici ma di vigneti che fra alcuni anni cominceranno a produrre il nutrimento delle botti di rovere proprio nelle terre che, già qualche secolo addietro, producevano vino e olio proprio nel territorio di Celenza Valfortore. Già titolare dell’omonima cantina, Peppino Di Iorio si appresta ad ellestire un vigneto di tre ettari con un impianto nuovo di zecca in contrada Vastia.

Da sinistra Dalila e Peppino Di Iorio con la moglie Amalia in uno dei vigneti della cantina di famiglia

«Il nostro progetto – spiega Peppino Di Iorio – , nato in collaborazione con mia figlia Dalila su quanto già intrapreso da mio figlio Antonio, prevede di mettere a dimora un certo numero di piante di vite su un terreno collinoso sul quale già molti secoli prima si coltivavano uva e olive. Disponiamo una tenuta di 12 ettari e su una parte di questi abbiamo deciso di impiantare tralci di Nero di Troia, Aglianico e Malvasia Nera».

 

Tranci di vite di Nero di Troia pronti per essere impiantati

Il progetto è appena cominciato, e passerà almeno un anno prima che tutto il vigneto sia completato. Ma l’opportunità di crescita per il territorio è garantita sin da ora, visto che iniziative simili hanno innescato in altre zone d’Italia una filiera virtuosa per il comparto agro-alimentare dei territori interessati.

Poi continua Di Iorio entrando nello specifico: «Stiamo lavorando ad un “inerbimento” naturale per il controllo delle piante infestanti e assai utile a preservare i terreni in pendio dall’azione erosiva dell’acqua e del vento, anche a salvaguardia dello scivolamento del suolo. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a produrre nella nostra cantina 20mila bottiglie nei prossimi cinque anni».

L’agro collinoso di tre ettari dove verrà impiantato un vigneto della cantina Di Iorio in contrada Vastia nel territorio di Celenza Valfortore

La macchina dei lavori intanto si è messa in moto con specifiche strategie che prevedono di impiantare qualità di viti distinte per ogni settore del vigneto, proprio per salvaguardare quelle tipologie di uve che richiedono diverse maturazioni e quindi controllare al meglio lo sviluppo. Tutto questo rappresenta un motivo in più dunque, per gli amministratori locali a ridosso dell’invaso di Occhito, che da qualche tempo hanno deciso di far convergere ogni sforzo sul potenziamento delle qualità attrattive del territorio, puntando proprio sulle risorse naturalistiche e turistiche di territori incontaminati, benché siano minacciati dall’incombere di parchi eolici senza criterio né rispetto per la salvaguardia di un territorio che necessita al più presto di un dignitoso quanto decisivo riscatto.

Massimo Manfregola

Banner 6
Banner 7
Banner 8
Banner 9