KTZBÜHEL (A) – Vincere sulla mitica Streif di Kitzbühel, davanti al tripudio di 45mila spettatori, equivale ad una tesi di laurea dello sci alpino. Ed è così che Giovanni Franzoni entra nella ristretta cerchia dei «giganti» della libera che hanno lasciato il segno scrivendo il loro nome nell’albo d’oro della temibile pista austriaca.
Proprio qualche giorno fa a Cortina, Kristian Ghedina, dopo la vittoria di Franzoni nel Super-g di Wengen, esattamente il 16 gennaio scorso, durante una intervista che il campione di Cortina ha tenuto con lo scrivente, aveva sottolineato, con una battuta, la bella prestazione del discesista bresciano. Un preludio, quindi, alla prestazione di oggi a Kitzbühel, dove al secondo tentativo, a soli 24 anni, Giovanni Franzoni ha messo a segno una strepitosa vittoria sulla mitica Streif, che in passato, precisamente il 24 gennaio del 1998 (estattamente 28 anni fa), aveva regalato proprio a Ghedina il primato dei discesisti italiani sulla stratosferica pista austriaca. Quel primato, che fece del «Ghedo» nazionale il discesista più acclamato del mondo, è stato poi violato da altri italiani che si sono succeduti, come Dominik Paris (2013-2017 e 2019) e Peter Fill (2016).

La splendida forma di Franzoni, che si era palesata sulla pista del Lauberhorn a Wengen, riportando al successo un italiano dopo ben 13 anni, oggi ha costretto persino il grande Marco Odermatt ad inchinarsi al cospetto di una prestazione superlativa del bresciano.
Franzoni diventa così il quarto azzuro ad imporsi nella mitica Streif e quindi a ritagliarsi un posto nella leggenda dello sci. Per il fuoriclasse del 2004 di Manerba sul Garda, tesserato per le Fiamme Gialle, è il secondo successo della carriera, solo otto giorni dopo la vittoria nel SuperG di Wengen, il quarto podio di questa stagione eccezionale.
Franzoni affronta la Streif con il pettorale numero 2, preceduto dal solo Mattia Casse, e l’impressione è sin da subito entusiasmante. Nessuna esitazione, sempre alla spinta, apparentemente così facile come solo i grandi sanno fare. Il miglior tempo in entrambe le prove effettuate era più di un’indicazione: nella seconda parte di gara va oltre la perfezione, per planare sul traguardo in 1’52″31. Un tempo che solo Odermatt saprà avvicinare, vedendo svanire per sette centesimi l’appuntamento con la prima vittoria nella discesa di Kitzbühel.
Sono invece 67 i centesimi di distacco di Schieder da Franzoni: l’altoatesino è a sua volta autore di una prova più che ottima che lo tiene sul podio fino alla discesa del francese Maxence Muzaton che si inserisce a sorpresa in terza piazza a 0″39.
Schieder scivola così in quarta piazza; come già nel superG di venerdì, è di altissimo livello la prova dell’intero team azzurro che vede Dominik Paris ottimo settimo a 0″93 e Mattia Casse undicesimo a 1″40.
A seguire, Christof Innerhofer trova il 28esimo posto a 1″90, con Guglielmo Bosca (+2″45) e Benjamin Alliod (+2″48) che si inseriscono al di fuori della zona punti, più attardato Marco Abbruzzese.
La tappa di Kitzbühel si completa domenica 25 gennaio con lo slalom: la prima manche è in programma alle 10:30, la seconda tre ore più tardi.
Massimo Manfregola
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