PESCARA – Si è accesa qualche polemica fra la maggioranza e l’opposizione del Comune, relativamente al mancato utilizzo di una parte dei locali, nuovi di zecca dopo i recenti lavori di riqualificazione, della scuola primaria «Ernesto Codignola» di Pescara. A denunciare la situazione è il capogruppo del Pd Piero Giampietro che annuncia una interrogazione del consiglio comunale. Secondo Giampietro, alcune strutture della scuola primaria d’infanzia, oggetto di lunghi lavori di ristrutturazione e riqualificazione (terminati nel gennaio scorso) che hanno interessato la struttura per circa un anno per un valore di spesa di circa un milione di euro, non sono ancora funzionanti a pieno ritmo al punto che i bambini devono consumare i loro pasti in classe, sui banchi, invece che sul tavolo del refettorio.
A sostenere la medesima tesi è la stessa dirigente scolastica Elena Marullo, che parla del mancato utilizzo della cucina della stessa scuola, seppur completata e anch’essa riconsegnata. «La cucina – dice – non è stata ancora riattivata completamente dopo i lavori di ristrutturazione poiché la cooperativa Serenissima ha ritenuto di procedere in tal senso, nelle more della pronuncia del TAR relativa alla gara d’appalto del Comune per il servizio di refezione scolastica. La Serenissima – spiega ancora la Marullo – ha considerato la riattivazione della cucina un impegno operativo e organizzativo troppo oneroso in questa fase».

La replica dell’assessore comunale alla Pubblica istruzione e all’Edilizia scolastica, Valeria Toppetti, non si fa attendere: «La sala mensa della scuola Codignola, in via del Milite Ignoto, è pienamente operativa e viene utilizzata da mesi per la refezione, dopo la fine dei lavori e la riconsegna. Poi l’assessore Toppetti entra nel merito e snocciola alcuni dettagli: «Una parte della cucina è operativa e al suo interno si svolge lo sporzionamento, un’altra parte (quella dove sono fuochi, lavastoviglie e spazi per le derrate) non è stata riattivata in attesa della conclusione del giudizio amministrativo. Questa fase di attesa dell’esito giudiziario, ove non fosse stata gestita in modo oculato, avrebbe potuto comportare danni o disservizi che invece non si sono mai verificati (e ciò non è scontato considerate gli oltre 4.000 pasti erogati giornalmente nella nostra città!). Riattivare una cucina come quella di Codignola comporta oltre un mese di tempo tra lo spostamento delle attrezzature poste nella attuale sala di sporzionamento e, soprattutto, l’ordine delle derrate, che necessita di un lasso temporale di oltre due settimane di attesa, prima che la merce arrivi a destinazione. Ecco perché, passando da un rinvio all’altro delle udienze del Tar, si è deciso di attendere che si definisse la situazione e, nel frattempo, è stato garantito alla scuola, dalle nostre cucine di via Giardino e Borgomarino, un servizio perfettamente analogo ed ai medesimi costi per l’Amministrazione. Tanto è vero – conclude Toppetti– che Tutti gli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria che usufruiscono del servizio mensa non hanno in alcun modo visto leso il loro diritto allo studio. Sebbene, al momento, i pasti vengano consumati da una parte degli alunni nelle rispettive classi, ma solo per una questione di spazi, i bambini vivono con serenità e gioia il loro tempo scolastico in una struttura pienamente adeguata alle loro esigenze».







