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Nuova task force per la Riserva di Santa Filomena

Questa mattina il sindaco De Martinis ha indetto un tavolo tecnico al quale hanno preso parte tutte le principali istituzioni di pubblica sicurezza della città. Saranno intensificati i controlli e i pattugliamenti dell’intera zona verde anche a cavallo da parte dei carabinieri forestali
Data: 7 Maggio 2025

MONTESILVANO – Il problema di tutelare e di ripristinare l’ordine pubblico, oltre a garantire sicurezza ai cittadini che vorrebbero riappropriarsi della Riserva di Santa Filomena, è stato l’oggetto di un tavolo tecnico presso il palazzo di città di Montesilvano. L’area verde, lunga circa 3 km e larga mediamente circa 60 metri che costeggia il mare tra i Comuni di Pescara e Montesilvano, per complessivi 19,72 ettari, da troppo tempo è diventata un luogo dove si esercita la prostituzione e il bivacco notturno, coseguenza questa che ha messo in allerta gli abitanti della zona.

L’incontro, presieduto dal Sindaco De Martinis, ha visto la partecipazione del reparto carabinieri Biodiversità di Pescara, rappresentato dalla responsabile Cristina Di Tommaso, dell’assessore Francesco Di Pasquale, dei dirigenti comunali Domenico Fineo e Fabio Ciarallo, del comandante Roberto Lunardo con il capitano Antonio Tricarico della Compagnia carabinieri di Montesilvano e del comandante della Polizia Locale, Nicolino Casale.

Al centro del dibattito, il futuro della Riserva Santa Filomena, un’area di grande valore naturalistico per la comunità di Montesilvano e la necessità di contrastare fenomeni quali la prostituzione e l’abbandono illecito di rifiuti, problematiche già portate all’attenzione del Comitato Ordine e Sicurezza della prefettura di Pescara.

Nel corso dell’incontro sono state definite chiare linee di intervento per il prossimo futuro, che si aggiungono alle azioni già intraprese. Nelle scorse settimane, infatti, sono stati intensificati i controlli su strada grazie alla presenza costante e mirata di pattuglie dei carabinieri, affiancate da alcuni giorni da un servizio di controllo con agenti a cavallo. Tra le nuove misure che l’amministrazione comunale intende attuare, spiccano l’eliminazione del muretto che separa il marciapiede del lungomare dalla pineta, il rafforzamento della siepe e la possibile installazione di una rete perimetrale per scoraggiare l’abbandono dei rifiuti. Su questo fronte, il Comune di Montesilvano sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione e ha attivato un numero dedicato gestito dalla polizia locale per le segnalazioni dei cittadini, grazie ad ua iniziativa chiamata «Segnala l’Incivile» che permette appunto la delazione nei confronti di coloro che mostrano un comportamento troppo disinvolto nei confronti del rispetto del bene pubblico.

Un’attenzione particolare sarà dedicata anche al miglioramento dell’illuminazione, sia nelle vie adiacenti la pineta che all’interno della stessa, con l’obiettivo di prevenire l’abbandono di rifiuti e contrastare il fenomeno della prostituzione. I dati forniti dalla Compagnia dei carabinieri di Montesilvano relativi agli ultimi sei mesi evidenziano l’impegno delle forze dell’ordine con 64 contestazioni dell’art 9, 21 violazioni dell’art. 726 per atti contrari alla pubblica decenza e 14 richieste di Daspo urbano.

Il sindaco di Montesilvano, Ottavio De Martinis, ha commentato così: «La Riserva Santa Filomena rappresenta un tesoro per Montesilvano, un polmone verde che vogliamo proteggere e valorizzare. L’impegno congiunto con i carabinieri della Biodiversità, la Compagnia dei carabinieri, la polizia locale che ringrazio e i nostri uffici comunali, testimonia la nostra determinazione nel contrastare il degrado e la prostituzione. Un grande ringraziamento va anche al prefetto Flavio Ferdani e al questore Carlo Solimene per aver trattato la questione con grande accortezza e lungimiranza, portandone i temi e gli aspetti più difficili anche all’attenzione del Comitato Ordine e Sicurezza. Le azioni che metteremo in campo, dall’incremento della sorveglianza al miglioramento dell’illuminazione e alla riqualificazione degli spazi, mirano a restituire questo prezioso ambiente naturale alla piena fruizione della comunità. Confidiamo nella collaborazione dei cittadini per raggiungere questo importante obiettivo e rendere Montesilvano una città sempre più vivibile e rispettosa del suo patrimonio ambientale».

La pineta è stata impiantata negli anni 1926-1933 per costituire una barriera frangivento a protezione delle retrostanti colture agrarie. E’ formata essenzialmente da Pino d’Aleppo e Pino Domestico a cui, negli ultimi anni, si sono aggiunte altre specie quali il leccio, la farnia ed il frassino ossifillo.

 

 

 

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