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La mensa scolastica non tiene conto delle famiglie morose

Lo ha ribadito l’assessore Valeria Toppeti del Comune di Pescara in un incontro che si è tenuto ieri anche alla presenza di alcuni genitori degli alunni. Sono 1764 i bambini fino ad ora iscritti alla mensa della scuola, un dato che secondo il Comune di Pescara risulta in linea con quello dello scorso anno
Data: 4 Settembre 2025

PESCARA – Tutti i bambini potranno iscriversi al servizio di mensa scolastica, anche quelli appartenenti a famiglie che risultano morose per il servizio reso l’anno scorso, definendo un piano di rientro, esattamente come avveniva anche negli anni passati. E’ quanto stato chiarito ieri nel corso di un incontro, tra l’assessore del Comune di Pescara Valeria Toppetti, alcuni genitori, i rappresentanti della Elior ristorazione e Sh Gestioni, che gestiscono il servizio mensa, il dirigente Gabriella Pollio, il funzionario Alessandra Di Zio, il Dec Smeraldo Ferri Franchini e il presidente della commissione Pubblica Istruzione Loris Mazzioli.

L’incontro di ieri presso il Comune al quale hanno preso parte anche quattro genitori degli alunni

Dai dati forniti dagli uffici preposti risulta che fino a due giorni fa hanno ratificato la loro iscrizione a mensa 1764 bambini, un dato che secondo il Comune di Pescara risulta in linea con quello dello scorso anno. Le iscrizioni sono tuttora aperte, e sarà possibile iscriversi non solo fino all’avvio del servizio, previsto il 22 settembre, bensì anche dopo.

Durante l’incontro il Comune ha ottenuto un impegno dalle concessionarie secondo il quale potranno essere subito iscritti al servizio mensa i bambini per i quali si registra una morosità minima, inferiore a 50 euro, mentre a chi ha un debito superiore a 50 euro sarà chiesto di sottoscrivere un piano di rientro e saldare il 20% della somma dovuta, in modo da poter procedere all’iscrizione. Lo stesso, precisa il Comune, avveniva anche negli anni scorsi con la precedente concessionaria, ossia con le medesime modalità di iscrizione per i morosi. Sempre il Comune ha inoltre chiesto di non applicare interessi e spese legali ai morosi, e di comunicarlo con raccomandata alle famiglie che, con raccomandata, avevano ricevuto dalla Elior solleciti in tal senso.

Per quanto riguarda il servizio è stato specificato dalla Elior che i prodotti utilizzati per le mense sono per la quasi totalità biologici, a chilometro zero o legati alla filiera corta e che nella preparazione dei pasti vengono rispettati il capitolato e l’offerta tecnica.

I quattro genitori intervenuti hanno accolto con favore questa soluzione che hanno ritenuto essere rassicurante per le famiglie morose. Valeria Toppeti sottolinea: «Per chi avesse pagato l’aggravio di interessi e spese legali sulla morosità ho chiesto che tali somme vengano imputate come credito per future refezioni dei loro figli. Ho ribadito che il numero dei morosi è inferiore al 10% del numero complessivo di bambini che hanno fruito del servizio mensa nello scorso anno e che quindi oltre il 90% delle famiglie ha saldato tutto ed è soddisfatta. E il numero degli iscritti è, al momento, del tutto conforme ai numeri dello scorso anno».

L’assessore ha ribadito nel corso dell’incontro alcuni concetti chiave: «Quello delle mense scolastiche è un servizio a domanda individuale e non un servizio pubblico essenziale, come normato dal Decreto Legge 31 dicembre 1983 n. 55. Ciò vale anche nell’ipotesi di scuola a tempo pieno. Ho chiesto quindi ai genitori intervenuti di costituire, ritenendo che fino ad oggi non sia stato fatto, un vero e proprio comitato che abbia la rappresentatività reale delle famiglie come stabilisce il decreto 16 aprile 1994 n. 297 art. 15 che disciplina la costituzione dei comitati dei genitori. D’altronde è fondamentale che l’interlocuzione avvenga con i rappresentanti di tutti gli istituti scolastici coinvolti nel servizio, per poter avere al mio fianco la voce delle famiglie dell’intera città nel corso dell’anno scolastico. Attualmente, infatti, il gruppo di genitori che ha interloquito con il mio assessorato è carente di rappresentatività e non credo possa esprimersi a nome della comunità scolastica cittadina. Ho anche indicato alcuni cenni sulle procedure da seguire per la costituzione di un comitato per ogni comprensivo per poi procedere alla confederazione dei comitati designato a parlare a nome di tutta la città. Tutti passaggi che non sono stati effettuati fino ad oggi. Ciò non toglie che ho accolto con grande piacere i quattro genitori perché per me l’ascolto di ogni singolo genitore è importantissimo».

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