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Nicola Tagliafierro e il prezzo da pagare per la rivoluzione verde

Il libro di Nicola Tagliafierro, edito da Chiarelettere, vuole accendere una luce in un’epoca di «distrazione» verde di massa dove è arrivato il tempo di aprire gli occhi. Il suo percorso di approfondimento e di riflessione parte da un viaggio di lavoro in Cile, le cui terre sono il contenitore di circa il 27% delle riserve mondiali di litio, il materiale indispensabile per le batterie delle auto elettriche e dei dispositivi digitali
Data: 29 Ottobre 2026

ROMA – Il paradigma politico delle politiche green può essere messo in discussione, e in alcuni suoi aspetti anche confutato, se si va oltre la comunicazione politica e si analizzano i costi reali, gli impatti ambientali complessivi e le conseguenze economiche e sociali della transizione energetica.

Il punto centrale è distinguere la necessità di ridurre l’inquinamento dalla convinzione che qualsiasi politica presentata come «verde» sia automaticamente sostenibile. Se analizziamo la questione con prospettive e angolazioni diverse, ci accorgiamo che ci troviamo di fronte a due affermazioni molto diverse. La transizione ecologica non dovrebbe essere valutata soltanto sulla base dello zero emissioni di CO2 durante l’utilizzo di un’automobile elettrica o di un impianto rinnovabile, bensì considerando l’intero ciclo di vita, a partire dall’estrazione delle materie prime, dalla produzione industriale, dal trasporto, dall’utilizzo, dalla manutenzione, fino al riciclo e allo smaltimento finale.

Nel libro di Nicola Tagliafierro, dal titolo inequivocabile: Insostenibile. Il Prezzo nascosto della rivoluzione verde, edito da Chiarelettere, disponibile dal 27 ottobre in tutte le librerie e store online, rompe il racconto rassicurante della transizione ecologica e pone una domanda scomoda: siamo davvero diventati più sostenibili o abbiamo semplicemente spostato altrove le conseguenze delle nostre scelte? L’autore, uno dei maggiori esperti di sostenibilità e di economia circolare, direttore scientifico del Master in Circular Economy Management dell’EIIS (European Institute of Innovation for Sustainability), accende i riflettori su come un prodotto riciclato può nascondere una filiera altamente inquinante e si interroga sul prezzo reale del nostro progresso.

Nel suo percorso riflessivo e di approfondimento, ci pone davanti ad una serie di valutazioni rispetto alle quali diventa difficile sottrarci: una coltivazione intensiva di avocado può sottrarre acqua a popolazioni già colpite dalla siccità. Il rame dei nostri smartphone proviene da gigantesche miniere che stravolgono interi territori. La moda promette sostenibilità mentre montagne di vestiti finiscono abbandonate nel deserto. Mentre ai cittadini si chiede di ridurre la propria impronta ambientale, le guerre devastano territori e producono enormi emissioni. E l’intelligenza artificiale rivela uno dei più grandi paradossi del nostro tempo: ciò che consideriamo immateriale ha un impatto concreto fortissimo, con giganteschi data center che consumano acqua, energia e risorse naturali, ridisegnando gli equilibri territoriali e geopolitici.

Nicola Tagliafierro, con il suo libro disponibile in tutte le librerie e store online

La puntualizzazione precisa e condivisibile dell’autore non vuole mettere in discussione la necessità della transizione ecologica – come lui stesso precisa – ma il modo in cui viene raccontata, governata e realizzata. Incalza dicendo: «Come possiamo definire “sostenibile” una rivoluzione i cui benefici si concentrano per lo più in una parte del mondo, mentre i costi ricadono su un’altra? È forse questa una transizione per ricchi? Se le alternative sostenibili costano di più e i costi della trasformazione industriale vengono scaricati sui soggetti più deboli, il rischio è quello di costruire un modello virtuoso per l’ambiente, ma insostenibile da un punto di vista sociale: la sostenibilità, nata come promessa di un futuro migliore per tutti, può così trasformarsi in un ulteriore fattore di disuguaglianza». Un viaggio di lavoro in Cile è stato un fattore illuminante per Nicola Tagliafierro, interagendo con le dinamiche di un Paese che, da una parte è un pioniere normativo nella lotta ai cambiamenti climatici e nelle energie rinnovabili, e dall’altro è il fulcro di un modello estrattivo che prosciuga gli ecosistemi locali per alimentare la transizione ecologica globale, dove Il deserto di Atacama — uno dei luoghi più aridi della Terra — custodisce circa il 27% delle riserve mondiali stimate di litio. Proprio quel viaggio – come lo stesso autore confessa nell’introduzione – ha rappresentato la genesi del suo scritto, attraverso «la crepa che si apre tra le rocce del deserto e al contempo dentro la mente di chi, come me, ha passato vent’anni a costruire, misurare e interpretare la sostenibilità».

Con il suo lavoro editoriale, Insostenibile, di 336 pagine (19 euro) Nicola Tagliafierro invita a superare la contrapposizione tra ambientalisti e negazionisti, tra chi considera ogni innovazione una soluzione e chi vede nella transizione soltanto un costo. Perché il rischio più grande non è mettere in discussione alcune certezze della rivoluzione verde, ma piuttosto continuare a considerarle certezze anche quando la realtà racconta qualcosa di diverso.

 

Nicola Tagliafierro è autore, manager internazionale ed esperto di sostenibilità ed economia circolare. È Direttore Scientifico del Master in Circular Economy Management dell’EIIS (European Institute of Innovation for Sustainability). Dopo una carriera sviluppata in multinazionali italiane ed estere, ha fondato le iniziative imprenditoriali EcoSost e YouRec, ottenendo riconoscimenti tra cui il Wind Green Award e il premio TIM WithYouWeDo. È stato l’unico italiano Fellow del First Movers Program dell’Aspen Institute negli Stati Uniti. Collabora con realtà divulgative, tra cui Will Media, ed è coautore del libro Circular Economy Manager (Hoepli, 2023).

mas.man.

 

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