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Il mondo delle «Bambine di Roma» nel romanzo di Emanuela Fontana

Il terzo lavoro storico della giornalista e scrittrice milanese, trapiantata a Roma da molti anni nonché finalista alla XXI edizione del premio Calvino e vincitrice del premio Manzoni al Romanzo storico, incarna un’anima dai risvolti attualissimi rispetto al confronto di due esistenze per molti versi antitetiche fra loro, inglobate in una Roma imperiale che fu la più grande città del Mediterraneo antico, che ogni imperatore, con poche eccezioni, contribuì a costruire e trasformare
Data: 27 Luglio 2026

ROMA – Esistono storie che nascono per essere raccontate. Sono così attuali, nei loro risvolti umani, che cercano ad ogni passaggio delle loro sfumature narrative una rappresentazione visiva che ineluttabilmente ci riporta indietro nel tempo, alla ricerca di atmosfere e sensazioni che solo la lettura riesce a sintetizzare. Le bambine di Roma, il romanzo storico di Emanuela Fontana edito da Mondadori che, attraverso un racconto ricco, minuzioso e dettagliato sui riferimenti storici della Roma augustea, offre al lettore una geometria prospettica a dir poco inusitata rispetto ai rigidi segmenti della dottrina documentata della storia ufficiale. Fra le mura della domus dell’imperatore Ottaviano Augusto, nella Roma del I secolo avanti Cristo, Giulia e Selene sono le due bambine protagoniste di questo romanzo, il cui destino ha disegnato per loro risvolti tanto convergenti quanto equidistanti allo stesso tempo. La prima, Giulia, è l’unica figlia di Ottaviano Augusto, nata dal secondo matrimonio con Scribonia. L’altra bambina del libro di Fontana è Selene, figlia illegittima di Marco Antonio e Cleopatra. Quando la coppia venne sconfitta ad Anzio dallo stesso Ottaviano, e si tolse la vita, entrambe le ragazze si incontrano per la prima volta, dopo che l’imperatore, in un atto di generosa clemenza, decide di accogliere fra le mura della sua dimora anche la figlia di Marco Antonio e Cleopatria e il suo gemello Alessandro Elio. Sono due mondi che si incrociano, con tutte le sfumature di una situazione che il tempo e il legame umano trasformeranno in una solido legame, fatto di fiducia reciproca e di ammirazione, al di là delle logiche di potere che influenzano la vita delle due ragazze. Entrambe, Giulia e Selene, percorreranno strade costellate da intrighi e congiure, amori e tensioni sotterranee, fino al raggiungimento della loro età adulta. Due mondi, Occidente e Oriente, portati inesorabilmente al confronto.

 

 

Si sofferma e spiega la stessa autrice, Emanuela Fontana, al suo terzo romanzo storico, dopo Il respiro degli angeli (2021) e la Correttrice (2023): «È Come se una bambina israeliana e una palestinese abitassero nella stessa casa per un po’ di anni. Un confronto tra due mondi. E poi la presa del potere di Ottaviano vista negli occhi infantili… ».  Una scelta audace quella di Fontana, giornalista e scrittrice, che sdrammatizza sulla curiosità di un progetto impegnativo e di grande impatto come nel caso di questo romanzo: «Questo è stato quello meno “rischioso” sotto un certo punto di vista, se non altro perché quello su Manzoni era stato anche più impegnativo, perché era consapevolmente più difficile sbagliare. In questo caso la spinta propulsiva di questo romanzo è il dato storico sulla esistenza della figlia di Antonio e Cleopatra, che in realtà erano tre bambini, considerando anche i due gemelli fatti sfilare in trionfo. L’altro dato storico è che questa bambina avesse la stessa età di Giulia, 10 anni, e che abitasse nella sua stessa casa. Se è vero che del bambino si perdono subito le tracce, la giovane bambina avrà invece un lungo futuro, nel senso di una vita prestigiosa. Avendo iniziato ad elaborare questa storia nel momento in cui si escludevano le guerre – continua la scrittrice –  mi è piaciuto molto questo incontro tra la figlia del vincitore e la figlia del vinto, che abitavano sotto lo stesso tetto: narrativamente la storia era fortissima e la stessa storia aveva tanti legami con l’attualità. Ho cercato comunque di mantenere una lingua il più possibile aderente al registro antico, ma solo leggendo il romanzo sarà possibile cogliere ogni sfumatura della storia dei protagonisti».

mas.man.

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