SILVI – La sensazione di essere dei birilli su una pista di bowling non è rassicurante per i pedoni che vogliono godersi le passeggiate estive nell’area pedonale. Un senso di impunità e di sfrontatezza sono alla base dei molti incidenti che si registrano quotidianamente nelle aree pedonali e sui marciapiedi delle più importanti residenze estive soprattutto della costiera adriatica. Una promiscuità fra traffico pedonale e monopattini o bici elettriche che fanno lo slalom a tutta velocità fra i passanti intenti a godersi un gelato o a guardare le vetrine. Spesso sono proprio loro, i pedoni, per lo più anziani, travolti in incidenti anche seri dalle famigerate e supergommate bici elettriche con pedalata assistita chiamate «fat-bike», molto spesso guidate in modo spregiudicato da bambini e da inconsapevoli «ciclisti» spesso distratti persino dall’uso del telefonino.

È più che naturale che a questa scorribanda di incivili e di irresponsabili bisogna porre un freno. Se è vero che il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore il 14 dicembre del 2024, ha introdotto significative novità e obblighi per la circolazione di biciclette e soprattutto monopattini elettrici, la percezione che solo in pochi casi il buon senso e la legalità prevalga su tutto il resto è ahimé palpabile.

Sulla questione abbiamo chiesto un confronto con il comandante della polizia urbana del Comune della provincia teramana di Silvi, Claudia Gugliotti: «Come polizia municipale facciamo il possibile per fronteggiare con quella che è la nostra forza in campo il controllo del territorio, in modo da rilevare anche quelle che sono le condotte illegali di utenti che si destreggiano nel traffico con modo a dir poco disinvolto. Lavoriamo su diversi fronti su tre turni giornalieri e nonostante tutto non è facile dedicarci solo in una direzione, soprattutto quando nel periodo estivo il maggior numero di turisti e le manifestazioni legate all’intrattenimento si susseguono giorno dopo giorno con un ritmo quasi serrato. Ovviamente bisogna dare la precedenza a quelle che sono alcune priorità legate alla sicurezza e all’ordine pubblico, considerando gli uomini disponibili. Recentemente, come voi stessi ci avete segnalato, due nostri agenti, peraltro assunti da poco, hanno giustamente richiamato una persona che sul lungomare passeggiava senza maglietta. Il regolamento sul decoro urbano bisogna farlo rispettare, ma questo non toglie che non siamo ben consapevoli e altrettanto sensibili al problema legato al pericolo di coloro che usano monopattini e bici elettriche senza curarsi delle regole. Proprio relativamente all’uso indiscriminato dei monopattini elettrici – continua il comandante Claudia Gugliotti – abbiamo rilevato a Silvi molte sanzioni. Ne approfitto per sottolineare un aspetto non percepito dai cittadini: quello relativo all’attività di controllo con la videosorveglianza. Dalle nostre postazioni controlliamo alcuni punti nevralgici del paese, ponendo in essere alcune misure di controllo e prevenzione anche in altri settori come quello dell’abusivismo commerciale, dell’uso di alcol e della contraffazione, congiuntamente alla Guardia di Finanza. Il problema della deterrenza e quindi del controllo sull’uso illegale di mezzi a propulsione elettrica è un qualcosa che abbiamo al vaglio, anche attraverso la discussione di tavoli tecnici che stiamo mettendo a punto assieme ad altre forze di polizia».
Manomissioni tecniche, multe e decreti attuativi
Intanto bisogna dire che il problema principale è legato alla velocità eccessiva di questi mezzi a «pedalata assistita» o elettrici come monopattini ed e-bike. Per quanto riguarda le bici, appartengono a questa categoria quelle a motore elettrico fino a 250w e una velocità massima di 25 Km/h. Per guidarla non serve né patente né targa, e un’età minima di 14 anni. Ma cosa succede se la velocità di percorrenza dovesse essere più elevata, magari dopo aver forzato il blocco di potenza impostato dalla fabbrica? In effetti cambia tutto, perché al di sopra del 25 Km/h il mezzo è equiparato ad un ciclomotore elettrico, quindi diventa obbligatorio l’assicurazione Rc Moto, targa, patentino, documenti, specchietto retrovisore, fari di posizione e tachimetro di velocità. Per chi elude queste regole le sanzioni sono pesanti, perché si parte da un minimo di 79 euro più il fermo amministrativo del veicolo per trenta giorni se lo stesso è senza targa; passando per i 158 euro se si viaggia sprovvisti di certificato di circolazione e immatricolazione. L’ammenda sale inoltre a 868 euro nel caso in cui non esiste la copertura assicurativa che (in entrambi i casi) fa scattare il sequestro amministrativo ai fini della confisca del mezzo. Dulcis in fundo, per modo di dire, bisogna essere consapevoli che nel caso si dovesse guidare il mezzo senza patente oltre al fermo amministrativo per tre mesi è prevista un’ammenda pari a 5.110 euro. Ma fino ad ora chi controlla se un mezzo elettrico è stato manomesso rispetto alle caratteristiche tecniche originali?
Con il nuovo Codice della Strada, stop alle piste ciclabili per i monopattini
Ma cosa cambia in pratica con il nuovo Codice della Strada per biciclette e monopattini elettrici? Per le bici sostanzialmente nulla rispetto a quanto descritto sopra, anche se per le bici a pedalata assistita è necessario avere una Rc Privata in caso di danni causati involontariamente e una «targa gialla» o contrassegno identificativo adesivo, non rimovibile e stampato dall’Istituto Poligrafico dello Stato, che viene rilasciata dall’ACI o alla Motorizzazione, sulla scorta di un attestato rilasciato dal produttore che certifica che la e-bike rispetta gli standard previsti dalla normativa europea.

Per i monopattini la stretta è molto più stringente: oltre ad avere assicurazione e targa, esiste l’obbligo di usare sempre il casco (che deve essere conforme alle normative europee Uni En 1078 o Uni En 1080, come quelli usati per le biciclette e i motocicli leggeri), obbligo di frecce direzionali, luci anteriori e posteriori. È inoltre fatto divieto di uscire dai centri abitati con limite di velocità di 50 Km/h; divieto di transito sulle piste ciclabili e nelle isole pedonali, ad esclusione quindi delle sole strade urbane. Per chi circola senza assicurazione è prevista una sanzione da 100 a 400 euro, mentre per chi circola con un monopattino privo di indicatori luminosi di svolta e freno su entrambe le ruote, la multa sale da 200 a 800 euro. Una riflessione è d’obbligo: prima della propaganda politica sulla mobilità green ad ogni costo, non sarebbe stato sensato omologare un decalogo sulle regole per la circolazione di questi mezzi di pubblico dominio? È evidente che siamo alle solite, dove si pensa sempre prima alle pentole e non ai coperchi. Se saranno efficaci questi provvedimenti del governo bisognerà attendere, magari senza ulteriore e dannoso indugio, perché a rimetterci sono sempre e solo i cittadini più deboli e indifesi.
Massimo Manfregola








