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La famiglia del disperso sul fiume Trigno lancia un appello

A circa un mese dal drammatico crollo del ponte sul fiume Trigno, sul quale viaggiava Domenico Racanati, disperso con la sua vettura dalla mattina del 2 aprile, la figlia dell’uomo, di cui si sono perse disperatamente le tracce, non si arrende ed esorta le istituzioni a continuare le ricerche per capire cosa realmente sia accaduto al papà 53enne diretto ad Ortona
Data: 27 Aprile 2026
BISCEGLIE – Era al telefono con sua moglie Mino Racanati, 53 anni, l’automobilista di Bisceglie disperso da giovedì 2 aprile, quando è stato inghiottito dalla voragine che si è aperta nel bel mezzo del ponte sul Trigno, lungo la statale 16, sul quale transitava con la sua Fiat Bravo colore champagne, a seguito di un crollo provocato dalla furia del fiume, ingrossato dalle forti piogge di quei giorni, che colpirono duramente la Puglia, il Molise e l’Abruzzo.
Ecco come si presentava il ponte sul fiume Trigno, nel territorio di Montenero di Bisaccia, nelle ore drammatiche del 2 aprile scorso
Quella telefonata, che drammaticamente si è interrotta all’improvviso, è l’ultimo contatto di Domenico Racanati con la sua famiglia, che da circa un mese aspetta disperatamente notizie sul ritrovamento del corpo dell’operatore marittimo pugliese, che proprio quell’infausto giorno si stava recando ad Ortona per motivi di lavoro. Nonostante le ricerche e i continui appelli del fratello del disperso, Alessandro, non ci sono tracce che riconducano all’incidente, né ai rottami della sua autovettura. La procura di Larino ha aperto un fascicolo per distrastro colposo, ma niente e nessuno può ancora dare risposte su cosa sia realmente accuduto all’automobilista di Bisceglie, le cui tracce sembrano svanite nel nulla, anche se fra le tante ipotesi ci sarebbe quella per cui i resti dell’auto sarebbero finiti sotto le macerie della campata centrale del ponte, crollato a seguito del forte impatto con le acque ingrossate del fiume Trigno.
È inutile dire che la famiglia è disperata, al punto che la figlia di Mino Rancati, Angelica, ha divulgato un accorato appello sui social media, per invitare le istituzioni a non abbassare la guardia affinché le ricerche del padre possano continuare, se non altro per poter dare degna sepoltura al corpo della probabile vittima. Pubblichiamo integralmente il messaggio doloroso di Angelica Racanati.
Mio padre è scomparso dopo la caduta del ponte sul Trigno.
E noi siamo ancora qui, ad aspettare.
Aspettiamo risposte che non arrivano.
Aspettiamo verità che nessuno ci sta dando.
Ogni giorno che passa è un insulto al nostro dolore.
Ogni ritardo è una mancanza di rispetto.
E mentre noi viviamo nell’angoscia, si parla già di ricostruire il ponte entro l’anno.
Ma come si può pensare di ricostruire, quando non è stata ancora fatta chiarezza?
Come si può andare avanti, quando noi siamo ancora fermi a quel momento?
Prima del ponte, viene mio padre.
Prima dei lavori, viene la verità.
Prima di tutto, viene il rispetto.
Noi non ci fermeremo.
Non lasceremo che il silenzio copra tutto questo.
Vogliamo risposte. Subito.
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