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È allarme, con l’Ai crescono i giornali senza giornalisti

È il caso di una testata che opera a livello nazionale con sede ad Hong Kong e processa notizie ed informazioni setacciando l’immenso mare della Rete. Ora Ordine e Fnsi chiedono la chiusura di WeNews
Data: 16 Luglio 2026
SILVI – La AI corre in rete e rischia di fare danni, molti danni. Nella ormai totale occupazione in ogni settore tecnologico, l’intelligenza artificiale si fa strada soprattutto nell’informazione, dove le apparenze spesso possono trarre in inganno. È il caso del sito online «WeNews», una testata di informazione che opera su territorio italiano e che si destreggia in diversi rami del sociale: dalla politica all’economia, dalla salute allo sport e alla cultura.
 
La sua presenza non sarebbe poi così eccezionale né eclatante, se non fosse per il fatto che dietro questa facciata «autorevole» non esiste altro che la sola intelligenza artificiale che, al posto di una normale redazione con tanto di giornalisti e redattori, attinge notizie dalla stessa rete, elaborando e processando testi, foto e titoli che impagina automaticamente al ritmo di un rullo compressore. Non esiste dunque nessuna presenza umana, tanto che persino la firma degli articolisti e il frutto di nomi che nella realtà non esistono. Nessuna mente umana che possa decidere ed elaborare cosa pubblicare, bensì un veloce processore che impacchetta notizie in tempo reale che vengono sfornate come delle pizze preconfezionate, con ingredienti che di fatto non esistono. Tutto egregiamente simulato rispetto ad una redazione giornalistica tradizionale.
 
Per questo motivo la Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato giornalisti del Trentino-Alto Adige hanno inviato un esposto all’Agcom per segnalare come anche in Italia ormai società straniere (questa ha sede a Hong Kong) si stiano impadronendo dello spazio digitale per fare pseudo-informazione, certamente non professionale, che falsa il dibattito pubblico e mette a rischio la vita democratica del Paese. Per questo motivo è indispensabile che il nostro Paese possa al più presto poter contare su leggi chiare perché la globalizzazione non può in questo caso coincidere con la globalizzazione dell’informazione e il saccheggio delle notizie prodotte da chi vive di informazione pura e indipendente.
 
In questo caso non si tratta di trovare un equilibrio tra libertà d’impresa e diritto d’autore, come sta provando a fare l’Europa. Qui si deve semplicemente impedire a soggetti stranieri di spacciare per informazione le fake news e di asservire le notizie al verosimile. Come sindacato dei giornalisti continuiamo a chiedere che l’uso dell’intelligenza artificiale nel settore venga regolamentato.
 
Fonte: Associazione Stampa Romana
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