MONTECARLO – Kimi Antonelli è il re di Montecarlo. Il 19enne bolognese, pilota della Mecerdes, ha cannibalizzato gli avversari in una gara che non ha risparmiato colpi di scena. Per Settantotto lunghissimi giri, ha giocato il ruolo della lepre, dopo aver conquistato una strepitosa pole position davanti a due mastini come Verstappen ed Hamilton. Ha vinto di misura il giovanissimo pilota italiano, leader del campionato, alla sua seconda stagione di Formula Uno. Una vittoria che non è avvenuta per caso, ma che ha saputo costruire giro dopo giro, accumulando un vantaggio rispetto agli avversari che ha del clamoroso. La bandiera rossa e una partenza dalla griglia a 10 giri dalla fine, non lo hanno scalfito. Nessuna emozione, nessun errore, nessun battito di ciglia, nemmeno quando al suo fianco la Ferrari del sette volte iridato Lewis Hamilton era pronta al semaforo rosso del secondo start per rovinare la festa in casa Mercedes. Ha spinto sul piede dell’acceleratore come un forsennato dall’inizio alla fine della 72esima edizione del Gran Premio più insidioso della storia della massima formula. Ha danzato sulle curve impossibili del Principato come una ballerina sul palcoscenico del Bolshoi di Mosca. Errori zero e classe da vendere per un pilota che ha dimostrato di essere un fuoriclasse e per giunta italiano. Sulla roulette del Casinò il numero vincente questa volta era il 12, lo stesso che portava Ayrton Senna sulla McLaren MP4/4 quando vinse il suo primo mondiale. Se sarà un preludio lo vedremo. Ma restando ai numeri come non notare che esiste un «intervallo magico» di 22 anni dalla prima vittoria dell’italiano Riccardo Patrese a Montecarlo del 1982, poi quella di Jarno Trulli nel 2004 e quest’ultima di Kmi Antonelli del 2026. La matematica a volte riesce a stupire, quanto i numeri fino ad ora messi in fila dal nostro pilota in una stagione che nessuno si sarebbe aspettata così entusiasmante.







