SAN SALVO – Il Comune di San Salvo si sfila rispetto ai 19 Comuni interessati alla perimetrazione del nascente Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. La decisione è stata presa nel corso del Consiglio comunale del 2 ottobre, dove è stato approvato e ratificato l’atto d’indirizzo con cui la città respinge l’attuale proposta.
Quella del Comune del sindaco Emanuela De Nicolis, è una posizione politica chiara a tutela del territorio, dell’economia locale e dei servizi ai cittadini. Al centro della posizione assunta dall’Amministrazione comunale c’è la difesa della realtà turistica e produttiva di San Salvo Marina. L’attuale proposta di perimetrazione interessa infatti 27,7 ettari del territorio comunale, sviluppandosi lungo la fascia costiera e coinvolgendo aree fortemente antropizzate e caratterizzate da funzioni turistiche, economiche e di servizio consolidate.

Sulla proposta di perimetrazione elaborata da Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) i Comuni interessati avevano chiesto chiaramente la revisione dei confini nell’incontro che nei giorni scorsi si è tenuto a Roma, al Mase, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Infatti, Il nodo centrale della posizione degli enti locali riguarda proprio l’opportunità di evitare che nel Parco vengano ricompresi zone abitate, aree produttive, infrastrutture e attività ricettive, concentrando invece la tutela sulle aree caratterizzate da effettivo pregio naturalistico e ambientale. Proprio San Salvo, è stata recentemente interessata dalla riqualificazione del lungomare, dell’Arena del Mare, delle aree destinate alla sosta, della zona portuale di Marina Cala del Golfo e di una fascia costiera sulla quale operano numerosi stabilimenti balneari. Sono elementi che rendono evidente la necessità di una perimetrazione realmente aderente allo stato dei luoghi e alle caratteristiche del territorio.
L’Amministrazione comunale ribadisce che non si oppone alla tutela dell’ambiente, che San Salvo dimostra già concretamente di perseguire e valorizzare attraverso le proprie aree di pregio naturalistico. Ma al contempo non può accettare che la tutela ambientale si traduca nell’imposizione di vincoli non coerenti con la realtà dei luoghi, capaci di incidere sulle imprese locali, sugli operatori balneari e sulle prospettive di sviluppo dell’area marina. Con l’atto approvato è stato chiesto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e ad ISPRA lo stralcio del litorale di San Salvo dall’attuale perimetrazione, il riconoscimento delle effettive caratteristiche del territorio e un impegno dei parlamentari abruzzesi affinché le istanze provenienti dalle comunità locali siano rappresentate nelle sedi competenti.
Emerge un dato politico che l’Esecutivo ha sottolineato con una certa delusione, quello relativamente al voto contrario del Partito Democratico, mentre gli altri consiglieri di minoranza hanno scelto di non partecipare al voto. Una posizione molto marcata, perché, secondo la palese interpretazione della maggioranza, significa schierarsi contro la richiesta avanzata dal Comune di San Salvo che evidenzia la chiara volontà di tutelare e difendere le attività economiche e turistiche ormai consolidate in un’area fortemente urbanizzata. Una posizione, quella del Partito Democratico, che si palesa in una fase nella quale il comparto balneare vive già una situazione complessa, legata all’applicazione della disciplina sulle concessioni demaniali e della direttiva Bolkestein.
È evidente che tutta questa situazione necessiterà di una revisione del perimetro originariamente proposto per il Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina e probabilmente, la posizione del Comune di San Salvo servirà per una profonda riflessione e una certa prudenza, utile a salvaguardare gli interessi economici di zone fortemente antropizzate in un contesto turistico e ambientale che non può essere stravolto da decisioni di carattere meramente ideologico.
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