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Grande successo per la prima serata del Liberty Festival di Pescara

Posti esauriti in piazza Sacro Cuore e un pubblico entusiasta del concerto di Danilo Rea e Dado Moroni, in occasione di una rassegna che porta il nome «Una città di persona», e che punta ad un contatto diretto e sincero con gli abitanti della città. Questa sera alle 21 Jánoška Ensemble, mentre domani sarà di scena Luca Rossi con la «tammorra»
Data: 9 Settembre 2026

PESCARA – Grande successo di pubblico ieri sera a Pescara, nella centralissima piazza del Sacro Cuore, per l’evento «Liberty Festival», la kermesse artistica e culturale diretta da Eleonora Paterniti. Tutto esaurito nell’area pedonale del salotto cittadino pescarese, con un pubblico entusiasta che ha applaudito il concerto di Danilo Rea e Dado Moroni di

Posti esauriti in piazza Sacro Cuore e un pubblico entusiasta del concerto di Danilo Rea e Dado Moroni, in occasione di una rassegna che porta il nome «Una città di persona», e che punta ad un contatto diretto e sincero con gli abitanti della città. La prima serata è stata contraddistinta dalla scelta artistica di Paterniti di collocare il palco al centro della piazza, per una performance e una esperienza davvero immersive e coinvolgenti, per gli artisti e per pubblico che li circondava.

«C’è un pubblico meraviglioso, pronto a partecipare», ha esorditoDanilo Rea prima dell’inizio del concerto che ha condiviso con l’artista Dado Moroni, che ha sua volta sottolineato: «Siete ovunque, ed è bellissimo».

Fausta Vetere

La manifestazione prosegue dunque anche stasera con lo Jánoška Ensemble, sempre alle 21 e sempre in piazza Sacro Cuore, con ingresso gratuito. Domani, invece, giovedì 10 settembre, in piazza Sacro Cuore, sarà la volta di Luca Rossi e della «tammorra». Per l’occasione salirà sul palco con Fausta Vetere, una partecipazione straordinaria per la rassegna pescarese, e Francesca Di Giovanni, alias Cicchinella.

Francesca Di Giovanni, alias Cicchinella

Lo spettacolo nasce dalla ricerca di Luca Rossi attorno alla dimensione rituale e comunitaria della musica popolare del Mediterraneo. Al centro della scena c’è la «tammorra», strumento antico e contemporaneo allo stesso tempo: un tamburo che accompagna la preghiera, la danza, il lavoro, la celebrazione e il bisogno ancestrale di condividere. La dimensione della preghiera e quella della festa come momenti dello stesso gesto collettivo: l’uomo cerca un contatto con ciò che lo trascende e celebra, simultaneamente, la propria esistenza insieme con gli altri.

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