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Frana Silvi Paese, i tempi si allungano, nuovo incontro in Provincia

Il sindaco di Silvi Andrea Scordella comunica che ci sarà un nuovo incontro fra le parti giovedì prossimo in Provincia a Teramo. I principali attori della situazione dovranno presentare progetti e proposte per la messa in sicurezza della porzione della collina. Poi bisognerà vagliare le proposte tecniche e stabilire il costo dell’intervento e le modalità di erogazione
Data: 10 Novembre 2025

SILVI MARINA – La questione ripristino e messa in sicurezza del tratto della strada provinciale 29 bis, che da Silvi Marina conduce a Silvi Paese, è ancora in alto mare. Dal Comune di Silvi giungono notizie relativamente al rendiconto alla sesta seduta del tavolo tecnico di coordinamento permanente, costituito da Provincia di Teramo, Comune di Silvi, ACA, E-Distribuzione e dalla CIM srl che rappresenta i proprietari delle zone interessate del fenomeno franoso, che si è conclusa con l’autoconvocazione alla prossima riunione da tenersi giovedi 13 novembre presso la sala giunta della Provincia di Teramo, dove dovranno essere presenti anche i rispettivi tecnici incaricati.

L’unica certezza è che dall’11 aprile scorso, giorno in cui un fenomeno franoso ha interessato una porzione di collina il cui terreno è sceso a valle, invadendo un tratto di strada all’altezza della Residenza Ferretti, l’intero tratto di strada per raggiungere l’abitato del borgo di Silvi Paese è interrotto. Per non parlare dei gravissimi disagi che la situazione arreca alle persone che abitano il borgo collinare e le zone limitrofe.

Da sinistra, il presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo e il sindaco di Silvi, Andrea Scordella

Fino ad ora il sindaco del Comune di Silvi, Andrea Scordella, è riuscito ad incassare 20mila euro utili per il nuovo progetto di messa in sicurezza e verifica tecnica della zona interessata al vasto fenomeno franoso. Per tutto il resto la questione è complessa e farraginosa, perché se è vero che la competenza territoriale del tratto di strada interessato dalla frana è della Provincia di Teramo, i terreni coinvolti in questo dissesto geologico sono privati. Dunque ogni proprietario non vuole (ovviamente) assumersi l’onere di ripristinare la situazione a sue spese. Pertanto, bisognerà innanzitutto capire le cause scatenanti di questa frana e, soprattutto, in che modo agire per la messa in sicurezza della zona: effettuare analisi, rilievi e sopralluoghi tecnici e quindi elebaorare un progetto che poi dovrà diventare esecutivo.

A tal proposito, dopo l’ultima seduta, il sindaco Scordella annuncia che: «Dopo ampia discussione i rappresentanti di Provincia e Comune hanno chiesto ad ACA, E-Distribuzione e CIM di far redigere a propria cura e spese, un progetto di fattibilità tecnico/economica per risolvere il problema della stabilizzazione del versante, dove siano specificate le parti interessate e le quote a carico di ciascuno, dopo di che la CIM srl procederà, a sue spese, a fare una analisi complessiva degli elaborati, tendente a verificare la effettiva stabilità del versante della collina».

Dunque, continua il primo cittadino di Silvi precisando che «Nella riunione di giovedì prossimo saranno anche definiti i tempi di presentazione delle singole progettazioni di fattibilità tecnico/economica».

La posizione dell’ACA, resa nota da un comunicato dell’ingegner Lorenzo Livello, direttore tecnico dell’ACA, assente alla riunione per sopraggiunti impegni, è la seguente nell’ambito delle posizioni rese nell’immediato: «E’ nostra priorità salvaguardare la funzionalità della condotta fognaria, anche in vista dell’approssimarsi della stagione invernale. Avvieremo con urgenza la progettazione dell’intervento di messa in sicurezza del tratto di condotta interessato dal movimento franoso, identificando le soluzioni tecniche più idonee per poi inviarlo a ERSI per l’indizione della Conferenza dei Servizi e l’approvazione ai sensi del Decreto Legislativo 152/06, art. 158 bis. ACA».

Il legale rappresentante della CIM srl ha dichiarato la disponibilità dei privati di rivestire il ruolo di capofila per la redazione del progetto definitivo, dove saranno specificati gli interventi a carico di ciascun soggetto che partecipa al tavolo tecnico, precisando che la copertura di tutte le spese tecniche dell’intera fase progettuale dovrà essere assicurata dagli enti coinvolti o da uno di essi e che l’assunzione dell’incarico non significa rinunciare ad eventuali richieste risarcitorie per eventuali subiti e subendi.

Solo per dovere di cronaca, contestualmente ai fatti dell’11 aprile scorso e dai rilievi effettuati, che dovranno poi essere acclarati dalle perizie tecniche di parte, si ipotizza che il motivo del dissesto franoso sia frutto di una serie di concause, fra cui quelle legate ad una perdita d’acqua, filtrata dall’area del campeggio sovrastante a seguito di uno scavo effettuato dall’Enel fra il 27 marzo e il 2 aprile scorso. Adesso bisognerà aspettare il prossimo incontro che si terra in Provincia a Teramo per determinare tempi e modalità per la presentazione dei progetti da parte di ogni parte in causa. Solo successivamente, dopo aver vagliato il tutto, si potranno definire i costi dell’intervento, modalità e, soprattutto, la ripartizioni delle spese fra le parti interessate.

Se non si dovessero definire, secondo un tacito e auspicabile accordo fra le parti, le determinazioni sul da farsi, la spinosa questione si complicherebbe ulteriormente, perché spetterà ad un tribunale competente stabilire chi, come, dove e quando dovrà ripristinare /risarcire quanto è accaduto. Ovviamente secondo i tempi biblici della giustizia italiana.

mas.man.

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