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Comparto olivicolo: slitta di un anno la norma delle «sei ore»

Il Ministero dell’Africoltura accoglie la segnalazione di AIFO e l’intero comparto olivicolo-oleario tira un respiro di sollievo per la proroga della norma del conferimento delle sei ore delle olive nei frantoi per consentirne la lavorazione
Data: 2 Ottobre 2025

ROMA – Il Ministero dell’Africoltura fa un passo indietro dopo la pressione delle associazioni dei frantoi e degli olivicoltori ai quali era stato imposto una misura molto rigida a tutela della qualità dell’olio dei produttori italiani, contestualmente al decreto ministeriale numero 460947 del 18 settembre 2024, che ha introdotto il vincolo, da parte dei commercianti di olive, che a partire dal 1° luglio 2025, hanno l’obbligo di registrare sul registro telematico SIAN e consegnare le partitre di olive ai frantoi entro le sei ore dall’acquisizione dagli olivicoltori.

Alla vigilia della raccolta delle olive, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha infatti firmato il decreto che modifica il provvedimento del 18 settembre 2024, accogliendo la segnalazione di AIFO, Associazione Italiana Frantoiani Oleari, che fin dall’inizio aveva evidenziato le gravi difficoltà applicative della disposizione. Quindi la norma che impone la consegna delle olive ai frantoi entro sei ore dall’acquisto da parte dei commercianti slitta al 1° luglio 2026.

La rigidità del termine temporale avrebbe reso logisticamente impossibile il trasporto delle olive su medie e lunghe distanze, penalizzando i frantoi non collocati nei principali bacini olivicoli e restringendo di fatto il mercato per gli olivicoltori, costretti a conferire la produzione a pochi impianti nelle vicinanze. AIFO aveva chiesto un rinvio dell’entrata in vigore per consentire di aprire un tavolo di confronto e individuare soluzioni più equilibrate.

«Ringraziamo il ministro Lollobrigida e il sottosegretario con delega all’olivicoltura, Patrizio La Pietra, per aver raccolto le nostre osservazioni e aver dato una risposta concreta alla filiera – dichiara il presidente AIFO, Alberto Amoroso –. Con la campagna olearia ai nastri di partenza, questa proroga era indispensabile per evitare di mettere in ginocchio frantoi e olivicoltori. La forza della nostra associazione è il confronto: oggi abbiamo ottenuto un risultato importante e soprattutto abbiamo guadagnato un anno di tempo per discutere e condividere soluzioni operative. Non servono le urla, ma serietà e dialogo, ed è così che intendiamo continuare a lavorare».

Per AIFO si tratta di un segnale che conferma quanto lo studio tecnico e il dialogo istituzionale possano correggere scelte legislative che, seppur meritorie negli intenti, rischiano di produrre effetti indesiderati nell’applicazione pratica. L’associazione ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni affinché, entro il 2026, vengano individuati strumenti realmente efficaci per garantire la qualità dell’olio extravergine senza compromettere la sostenibilità della filiera olivicola-olearia.

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