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Bit Milano, turismo religioso federativo fra Bari, Lecce, Bitonto e Catania

Alla BIT di Milano, spicca l’offerta di servizi consolidati su Lecce, Bari e Bitonto e la collaborazione avviata di recente con l’Arcidiocesi di Catania, per la valorizzazione dei beni culturali
Data: 16 Febbraio 2026

BARI – La 46esima edizione della BIT di Milano, la Borsa Internazionele del Turismo, riservata agli operatori e alle istituzioni regionali di cui l’Italia si conferma come uno dei Paesi più ammirati al mondo, ha visto molte novità in termini di strategie e di nuovi incentivi dedicati su occupazione e visione strategica. Fra questi spicca l’offerta di servizi consolidati su Lecce, Bari e Bitonto e la collaborazione avviata di recente con l’Arcidiocesi di Catania, per la valorizzazione dei beni culturali, soprattutto per quanto riguarda il turismo religioso per una promozione di quelle che sono le grandi opere d’arte conservate nelle cattedrali più rappresentative delle città pugliesi e non solo.

L’interno della basilica di San Nicola di Bari ©Rinaldo

Tra le novità in arrivo, infatti, in primavera le cattedrali di Bari e Bitonto potranno contare sull’introduzione di un servizio di audioguide gratuite, replicando l’esperienza già avviata con successo a Lecce; si amplierà inoltre l’offerta rivolta al turismo scolastico e congressuale grazie alle opportunità offerte dal Museo diocesano di Bitonto, dal Portico dei pellegrini in piazza San Nicola a Bari e da Palazzo Scarciglia nel centro storico di Lecce. Il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci, ospite dello stand di ArtWork, ha rimarcato come questa sinergia si stia rivelando estremamente proficua: «I risultati del primo anno di attività sono eccellenti, tant’è che abbiamo deciso di intervenire con un progetto di rigenerazione urbana della strada prospiciente il Museo diocesano; poi provvederemo anche a far riemergere gli antichi basoli della strada, attualmente coperta di asfalto malmesso».

A tracciare un primo bilancio delle attività 2025 è stato il consigliere di amministrazione di ArtWork Matteo Perrone: «I numeri ci confortano, ma ancora di più ci incoraggia la qualità delle relazioni costruite con i territori e con le istituzioni. Stiamo consolidando un modello che mette insieme tutela, accoglienza e sostenibilità economica, generando nuove opportunità di lavoro qualificato e servizi sempre più accessibili. L’obiettivo non è soltanto aumentare i flussi, ma migliorare l’esperienza di chi sceglie di visitare i nostri luoghi, rendendola più consapevole, inclusiva e organizzata».

Tra i risultati positivi del 2025 anche l’accordo avviato lo scorso 13 dicembre con l’Arcidiocesi di Catania per la valorizzazione di alcune tra le più belle chiese del centro storico della città etnea e del culto di Sant’Agata, patrona e protagonista di una festa tra le più partecipate al mondo: «Sant’Agata è Catania, Catania è Sant’Agata», ha spiegato Paolo Babbo: «Siamo orgogliosi di poter dare il nostro contributo a un evento che coinvolge ogni volta circa due milioni di persone».

Paolo Babbo, presidente di Cooperativa Artwork

Sulla stessa linea don Orazio Bonaccorsi, direttore dell’Ufficio Beni culturali ed edilizia di culto dell’Arcidiocesi di Catania: «Una tradizione di storia, fede e bellezza insieme, gestita finora da semplici volontari. Ora però, grazie ad ArtWork, possiamo contare su 25 giovani regolarmente impiegati in questo percorso di valorizzazione delle chiese catanesi. I primi risultati di questa collaborazione preziosa già si vedono». A intervenire anche l’assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, Francesco Paolo Scarpinato, che ha auspicato che iniziative come ArtEcclesiae Catania possano estendersi ad altri luoghi e comuni dell’isola, diventando modello virtuoso di gestione integrata tra istituzioni, Chiesa e operatori culturali.

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