SILVI – Pescara è vicina e seduce. Potrebbe essere questo il leitmotiv che evidentemente si sta configurando nelle intenzioni di alcuni esponenti della politica di Silvi, quasi come una provocazione alle voci che serpeggiano in questi giorni sulle intenzioni di fusione fra Atri e Pineto.
Ultima quella del consigliere comunale e capogruppo «SiAmoSilvi», Vincenzo Caruso, che si è reso promotore nel voler proporre alla cittadinanza un quesito preciso che riguarda lo spostamento dell’attuale provincia, superando la linea di confine. In parole povere, vorrebbe sondare se esiste la concreta opportunità di ripiegare verso «Sud» e chiedere, come Comune, di entrare nella provincia di Pescara, vista la naturale continuità territoriale che lega Silvi al capolugo dell’omonima provincia d’Abruzzo.

«Sin dai tempi della marineria – spiega Vincenzo Caruso – Silvi è da sempre legata più a Pescara di quanto lo sia a Teramo e alla sua provincia. Questa è una considerazione che non nasconde nessun pregiudizio personale, quanto una opportunità per i cittadini di Silvi, che quotidianamente hanno legami ed interessi economici consolidati con la vicina Montesilvano e Pescara».
Quella del capogruppo «SiAmoSilvi» sembra essere una risposta concreta e pragmatica rispetto ad un momento in cui gli assetti economici e territoriali di alcuni Comuni abruzzesi, primo fra tutti la difficile e controversa fusione di Pescara con Montesilvano e Spoltore, per la creazione di una grande città metropolitana, sembrano condizionati quasi da un effetto domino, in una condizione di grandi incertezze economiche e forse di una certa fragilità negli assetti di potere.
Alla volontà locale dovrà seguire un percorso politico, se è vero che Silvi, città di confine, vorrà rompere il suo cordone ombelicale con Teramo per legarsi a Pescara. Una eventuale aggregazione richiederebbe dunque un distacco dalla provincia attuale che dovrà essere formalizzato attraverso una consultazione popolare prevista dall’art. 132 della Costituzione. Per questo Caruso sembra molto determinato: «È necessario il consenso unanime di un nutrito numero di elettori e cittadini, per questo cominceremo una campagna informativa e una serie di iniziative strategiche sul territorio, volte a spiegare e promuovere consapevolezza su quelle che sono le occasioni che potranno evidenziarsi con il trasferimento della provincia territoriale su Pescara. Credo che i tempi siano maturi per una scelta di questo tipo». Se sono rose fioriranno.
mas.man.
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