SILVI – Sono le 13:15 a Silvi Paese, sulla strada provinciale 29, da qualche giorno interdetta al traffico per motivi precauzionali, si è aperta una voragine. Quelle fratture sul manto stradale, che nei giorni scorsi avevano messo giustamente in allarme automobilisti e cittadini della zona, nelle prime ore di questa mattina avevano lasciato il posto ad un cratere franoso sulla strada, con un’apertura del terreno che non faceva presagire nulla di buono.

Vigili del Fuoco, tecnici del Comune e Protezione Civile sono accorsi sul posto, sul tratto di strada che porta al bivio di Santa Lucia, l’entrata principale del borgo antico, dopo l’allarme lanciato dagli abitanti della zona. All’improvviso una serie di rumori sinistri, come il guscio di una noce che scricchiola prima di rompersi ad una pressione insostenibile. Poi la polvere e un boato che si aggiunge al fragore delle macerie che collassano dopo che il terreno ha ceduto sotto le fondamenta della palazzina di tre piani. Per fortuna nessun ferito e nessun disperso. Ma sarebbe potuto finire in tragedia se qualcuno delle quattro famiglie che abitavano quella palazzina, avessero occupato i loro appartamenti. «E dire che questa notte avevano dormito in quella palazzina – ci racconta ancora scosso Paolo Di Bernardo – uno dei proprietari di un immobile attiguo, evacuato, proprio in via precauzionale perché esposto sulla frana originale, il 25 gennaio scorso assieme a sua moglie».

La popolazione di Silvi Paese è provata. Affranta, impaurita, scoraggiata. A Silvi Paese regna la paura. L’abitato del borgo antico, circondato dalle mura di contenimento ad archi, diventati il simbolo di questo luogo panoramico della Riviera adriatica, non corre rischi. Ma più in basso, dove l’erosione è accelerata della vulnerabile consistenza delle zolle argillose del terreno, dovuta ad un dissesto idrogeologico che minaccia migliaia di zone come queste in tutta Italia, non lascia scampo. Il Comune di Silvi e la Provincia, proprio qualche giorno fa, con l’aggravarsi della situazione, dopo le evidenti fratture comparse sulla strada che converge al bivio Santa Lucia, l’ingresso dell’abitato, avevavo precauzionalmente chiuso al traffico un pezzo della SP 29, già attenzionata dopo la frana che aveva interessato un settore di tre abitazioni attigue ad inizio anno.

Il sindaco Andrea Scordella, i tecnici del Comune, geologi e personale della Protezione civile e dei Vigili del Fuoco sono giunti prontamente sul posto, facendo il possibile rispetto ad un evento naturale che lascia quasi disarmati. «Sono state messe in campo da mesi le misure necessarie e intrapresa ogni procedura utile per mettere in sicurezza questa emergenza straordinaria, a partire dalla Regione, dalla Protezione Civile regionale – ci comunica trafelato il sindaco di Silvi Andrea Scordella –. Abbiamo allertato i massimi esperti del settore per quanto riguarda il dissesto idrogeologico. Abbiamo tenuto sotto controllo l’evolversi della situazione, e per questo non ci sono state vittime, ma il problema è importante così come i danni subiti dai cittadini che hanno perso la loro casa, i loroi ricordi, i loro oggetti personali. Geologi, ingegneri e tecnici, stanno lavorando da mesi al monitoraggio costante di un evento naturale che è ancora in movimento. E finché non ci sarà l’assestamento generale non si potrà chiudere la fase progettuale definitiva, anche per capire con certezza le concause dell’evento franoso. Accertamenti che da settimane si stanno portando avanti da tutti gli enti preposti e che noi abbiamo allertato. Oggi serve attenzione per un territorio che nei secoli si è rivelato molto fragile – continua Scordella che poi sottolinea – . Fenomeni di frane a Silvi Alta ne abbiamo a decine, per fortuna nessuno si è fatto male. Dispiace per le persone che hanno perso i propri beni, ma con la Protezione civile ci sarà il massimo supporto per un aiuto concreto. Pur consapevoli che in quella zona, dichiarata zona rossa, non si potrà ricostruire».
mas.man.
Ecco il video del crollo:
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