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Referendum a Silvi? Il sindaco Scordella: decideranno i cittadini

Sulla opportunità di chiedere l’annessione di Silvi alla provincia di Pescara, il primo cittadino della città adriatica sente la necessità di chiarire le sue stesse ammissioni, relativamente ad una questione che ritorna in auge dopo decenni, in risposta all’appello dei sindaci di Atri e Pineto che avevano pensato di creare una integrazione comunale fra le tre cittadine teramane
Data: 25 Febbraio 2026

SILVI – Capita molto spesso che un’affermazione o un pensiero diventi oggetto di contestazione o di polemica, soprattutto quando il protagonista è un rappresentante delle istituzioni, in questo caso il sindaco di Silvi Andrea Scordella. In questo caso, anche se indirettamente, il nostro giornale, che ha accolto l’unica intervista realmente rilasciata dal primo cittadino di Silvi, pubblicata il 10 febbraio scorso alle ore 8.26, immediatamente dopo la discussione relativamente alla proposta di fusione fra i Comuni di Atri e Pineto – che riproponiamo in basso nelgli «articoli correlati» ndr – è parte in causa di questa precisazione che lo stesso Scordella ha ritenuto opportuno divulgare, dopo le numerose interpretazioni confezionate all’indomani della nostra pubblicazione e riportate a stralcio da altre testate nelle varie pubblicazioni.

Il sindaco di Silvi, Andrea Scordella

Onde poter offrire ai lettori la chiarezza e la trasparenza necessaria alla questione, riportiamo integralmente quanto ha voluto divulgare oggi il primo cittadino di Silvi:

«A chi mi chiedeva notizie sulla iniziativa di promuovere un referendum per conoscere il pensiero dei cittadini su questa delicata questione ho risposto con semplicità e chiarezza che si tratta di un problema che riguarda direttamente e in via prioritaria i cittadini che non possono essere condizionati nella scelta da ragioni di equilibri politici. Io e il mio partito siamo pienamente convinti che in Italia non vige la partitocrazia, sicché le scelte, soprattutto quelle di questa portata, le fa il popolo sovrano e non i partiti, come detta l’art. 1 della nostra Costituzione. Del passaggio della nostra città sotto la giurisdizione della Provincia di Pescara a Silvi se ne parla da oltre mezzo secolo e, poiché ultimamente questa ipotesi si sta facendo di nuovo strada, il sindaco non può non ascoltare la voce dei cittadini. Peraltro, gli stessi partiti, sia pure con pareri contrastanti al loro interno, hanno espresso nel corso degli anni il loro placet al referendum per conoscere le reali intenzioni dei cittadini. Non posso nascondere di avere il sospetto che dietro questa vicenda e dietro ad altre storie che circolano in questi giorni si nasconda, in realtà, un attacco nei miei confronti per il ruolo politico che mi é stato assegnato, da parte di più persone che, però, si guardano bene dal palesarsi, Ribadisco che intendo andare avanti rispettando l’art. 1 della Costituzione e non mi farò condizionare da eventuali pressioni di chicchessia. Se e quando i cittadini e le forze sociali, economiche e politiche chiederanno di volersi pronunciare, mediante votazione, sul cambio della provincia e decideranno di promuovere un referendum non sarò io ad oppormi».

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