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L’inferno degli ospedali regionali: la denuncia di Pasqualone

Il segretario regionale della FIALS Pescara mette il dito nella piaga della sanità pubblica e riporta quelle che sono le istanze dei cittadini e del personale ospedaliero che quotidianamente si imbattono nelle gravi carenze dell’organizzazione sanitaria anche a Pescara e nei presidii sanitari della provincia
Data: 5 Gennaio 2025

PESCARA – È un grido di allarme oltre che una denuncia quella sollevata dal segretario regionale della FIALS Pescara, la Federazione italiana autonomie locali e Sanità, Gabriele Pasqualone, contestualente alla cattiva gestione della sanità pubblica. Cittadini esasperati che ogni giorno devono fare i conti con carenze organizzative dovute ad una inadeguatezza dei servizi offerti anche per la mancanza di personale.

Dover affrontare quelle che sono le cure mediche attraverso la sanità pubblica è come imbattersi in un girone dantesco, dove al dramma della malattia si associa l’inferno di una organizzazione sanitaria che non tiene conto delle esigenze dei cittadini e delle loro tragedie quotidiane. Molto spesso son esiste più un turnover del personale, motivo per cui chi va in pensione non viene più sostituito, lasciando sguarniti interi reparti. Ecco allora il prolungarsi all’infinito delle liste di attesa per le visite specialistiche e per i ricoveri; per non parlare degli episodi di violenza nei confronti del personale medico e paramedico.

Infatti, i gravi episodi di violenza sul personale ospedaliero, come la cronaca nazionale ci mette al cospetto, sono diventati un problema nazionale come asserisce lo stesso segretario Fials Pasqualone: «Con il taglio dei posti letti voluti dal decreto 70, il famoso decreto di Beatrice Lorenzin – d.m. del 2 aprile 2015 n. 70 ndr. – , si è fatto un drastico taglio ai reparti e quindi quando i sanitari del Pronto soccorso decidono di un ricovero, molto spesso il reparto è pieno e si deve attendere che si liberi. Si attende, a volte, anche per giorni negando il diritto alle cure mediche sancito dalla nostra Costituzione».

Il segretraio regionale della FIALS Pescara Gabriele Pasqualone

Il riferimento ai dati relativi al numero dei posti letto snocciolati da Pasqualone, dove in Germania sono pari all’0tto per mille e in Francia al sei per mille, vedono l’Italia ancora una volta fanalino di cosa con appena il tre per mille posti letto disponibili, il segretraio della Finals Pescara ribatte: «In particolare, per quanto riguarda la ASL di Pescara c’è un clima di vera e propria esasperazione del personale dovuta a carichi di lavoro e turni molto pesanti. Assistiamo a una gestione organizzativa da parte della ASL che non tiene in nessun conto i “segnali” di quanto accade. Ovvero le liste di attesa, le richieste del personale di trasferimento, le richieste di pensione anticipata e i sempre più numerosi casi di aggressioni verbali e, purtroppo, sempre più numerosi, di violenza dovrebbero far pensare che è giunta l’ora di cambiare metodo. La ASL – aggiunge Pasqualone nella sua dischiarazione fiumefinale –  non si rende conto che non può essere solo il Pronto Soccorso di Pescara a dover far fronte le esigenze e le urgenze di tutta la provincia. Il Pronto soccorso di Penne e Popoli non solo sono stati ridimensionati ma soprattutto sono di fatto spariti: Nelle ore seratli e notturne, accade spesso che i cittadini vadano direttamente a Pescara, mentre coloro che si recano a Popoli o a Penne vengono poi messi su una ambulanza e portati a Pescara».

Un problema, quello della sanità pubblica, che non può piò aspattare. Molto spesso sono proprio le regioni che non rispettano quelle che sono le leggi del governo centrale, negando di fatto quell’assistenza che spetterebbe ad ogni cittadino. Assistiamo impotenti ad un degrado che pare abbia motivazioni più profende e nascoste, perché spinge molti cittadini, quelli che ancora possono permetterselo, a rivolgersi alle cure mediche private.

mas.man.

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