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I boschi della Maiella decimati dalle valanghe sono una risorsa

Gregorio Sperduti lancia un appello affinché ci possa essere una sinergia fra i Comuni dell’Ente Parco Nazionale della Maiella, per gestire un’emergenza e trasformarla in una opportunità economica per i territori. Gli alberi caduti, che occupano in parte anche una larga fetta di sentieri, devono trovare una collocazione commerciale per una gestione virtuosa del problema
Data: 2 Maggio 2026

CARAMANICO – Le abbondanti e inaspettate nevicate che hanno interessato l’Appennino centrale e le zone interne d’Abruzzo in queste ultime settimane, hanno determinato anche molti danni alle zone boschive interessate da slavine e valanghe. A lanciare l’allarme è  Gregorio Sperduti, coordinatore cittadino della Lega di Caramanico, che sottolinea quanto è accaduto: «Le abbondanti nevicate dei giorni scorsi, dovute al ciclone Erminio, che ha colpito la nostra regione, stanno creando diversi problemi. Sulla Maiella ettari di bosco e non solo sono stati decimati a causa delle numerose valanghe, con conseguenze evidenti sul paesaggio e sulla rete sentieristica. E’ quindi necessaria un’azione immediata e coordinata da parte degli enti interessati».

«E’ auspicabile – sottolinea inoltre – una sinergia operativa tra i Comuni del comprensorio e l’Ente Parco Nazionale della Maiella. In altre zone d’Italia, come accaduto nel Nord dopo la tempesta Vaia, proprio la capacità di fare rete ha permesso di superare emergenze ambientali in tempi rapidi. La Maiella merita lo stesso impegno: un coordinamento efficace è il miglior segnale di efficienza verso i cittadini. L’emergenza, inoltre, – prosegue – può e deve trasformarsi in un’opportunità di economia circolare e solidale. L’ingente quantità di legname accumulata a seguito dei distacchi nevosi può infatti contribuire a contrastare il caro energia che grava sulle famiglie. L’idea è quella di coinvolgere professionisti e aziende del territorio per il recupero e lo stoccaggio del materiale, creando un canale di distribuzione a prezzi calmierati. Anziché lasciare che questa risorsa si deteriori sui versanti, proponiamo di destinarla alle persone in difficoltà economica».

Infatti, l’ingente quantità di legna ammassata sui crinali e scesa a valle, potrebbe trasformare un danno naturale in un aiuto concreto sostiene ancora Gregorio Sperduti che spiega quelle che possono essere delle valide soluzioni: «Per coloro che fanno fatica a riscaldare la propria casa la legna degli alberi caduti, conferirebbe un altissimo valore economico oltre che sociale alle operazioni di bonifica. L’obiettivo non è soltanto la rimozione dei detriti, ma anche dimostrare che il territorio è in grado di affrontare le criticità con intelligenza, efficienza e sensibilità. Prendersi cura della montagna significa, innanzitutto, prendersi cura di chi la abita. Questa sinergia tra enti non deve essere percepita come un mero obbligo burocratico, ma come un’opportunità per rafforzare la capacità di fare squadra. Intervenire con tempestività nelle aree colpite, unendo efficienza operativa e solidarietà sociale – conclude – permetterebbe alla Maiella di recuperare più rapidamente, offrendo un modello virtuoso di gestione di cui tutto l’Abruzzo potrebbe andare fiero».

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