PESCARA – Il sindaco di Pescara, Carlo Masci, si è limitato a comunicare che l’aumento dei ricari, per quanto riguarda le tariffe dei parcheggi di alcune arere centrali e strategiche della città, sono solo rimandate al nuovo anno, precisamente a dopo l’Epifania.
Sul «ritocco» delle tariffe di alcuni stalli, in particolare quello relativo al parcheggio della ex area di risulta della stazione ferroviaria centrale, che passa da 2,5 euro a 4 euro, si era espresso persino il presidente dell’Automobile Club di Pescara, Giampiero Sartorelli, che aveva contestato quanto questo aumento avrebbe come impatto negativo sulla mobilità cittadina. Al punto da sottolinerare quanto sia sbagliato: «L’assioma parcheggi più cari, meno auto in strada è assolutamente sbagliato».
La Giunta cittadina aveva deliberato un provvedimento che dal primo dicembre avrebbe fatto scattare le nuove tariffe che avrebbero interessato diversi punti della cittadina adriatica che, a seguito dei vari cantieri aperti nelle principali arterie stradali comunali, ha procurato non pochi disagi ai cittadini e al traffico locale.

Il Comune di Pescara, attraverso un incontro con le associazioni di categoria (Casartigiani, Dino Lucente, Claii, Gianluca Luminari e Ascom Abruzzo, Serena Tiberio, Cna Luciano Di Lorito, Confartigianato, Fabrizio Vianale, Confcommercio, Riccardo Padovano e Vincenzina De Santis e Confesercenti, Gianni Taucci) insieme all’assessore alla Mobilità, Adelchi Sulpizio e all’assessore al Commercio, Zaira Zamparelli, ha chiarito in modo perentorio e definitivo che «L’aumento previsto riguarda esclusivamente il biglietto giornaliero, che passerà da 2,50 euro a 4 euro a partire dal 7 gennaio 2026 nelle seguenti aree: area di risulta (nord e sud), via Ferrari, via Bassani e Pavone, via Michelangelo, una parte di Corso Vittorio Emanuele II (nel tratto compreso tra l’incrocio con via Michelangelo e l’ingresso in piazza della Repubblica) e parcheggio del Bingo».
Inoltre ha ribadito che la scelta di posticipare l’aumento ai giorni immediatamente successivi all’Epifania, a seguito di un confronto con la maggioranza, nasce proprio dalla necessità di fare chiarezza e di rispondere alle preoccupazioni derivanti da notizie infondate, circolate tra i commercianti e sui social, alimentate da chi pensa che la confusione generata possa causare malcontento tra le persone e mettere in cattiva luce l’Amministrazione, per cercare di ottenere un improbabile ritorno elettoralistico.
Quindi l’Esecutivo ha sottolineato alle associazioni che la tariffa oraria non subirà alcuna variazione e che il nuovo piano prevede, invece, l’introduzione di nuove aree a pagamento, operative dal primo dicembre prossimo. Si tratta di un adeguamento che non era mai stato realizzato, da dieci anni, e che oggi si rende necessario alla luce dei profondi cambiamenti che, in questo arco temporale, hanno interessato la mobilità urbana e la qualità della vita nelle città di tutta Italia e del mondo intero.
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