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Passa di soppiatto per l’Austria la legge Ue sulla natura

La legge sul «Ripristino della natura», prima bloccata dalla protesta degli agricoltori, e approvata lunedì scorso, spacca l’Europa e mette in crisi il governo austriaco
Data: 21 Giugno 2024

ROMA – Si chiama «Nature Restoration Law» la legge appena approvata lunedì scorso europea che lunedì scorso dal Consiglio Ambiente dell’Ue quale ultimo tassello per la tutela dell’ambiente che rientra nel Green Deal.

Il regolamento era fermo al Consiglio da mesi anche a causa delle proteste degli agricoltori che avevano interessato il nostro Paese, e che avevano reso questi temi particolarmente complessi da gestire, soprattutto a ridosso delle elezioni europee.

La ridondante legge sul «Ripristino della natura», che nella sua definizione evoca obiettivi di indubbia convergenza e di consapevole riflessione sulla capacità di trovare un vantaggioso equilibrio per la salvaguardia degli ecosistimi naturali, in pratica nasconde degli eccessi ideologici che molto spesso sconfinano nei piani commerciali e affaristici di multinazionali senza scrupoli che usano il «totem green» come lasciappassare per ogni iniziativa che di fatto sconvolge e danneggia la natura del territorio al fine di sottrarre suolo agricolo per finalità esclusivamente commerciali e speculative.

Soprattutto in Puglia, assistiamo ogni giorno alla distruzione di decine di etteari di suolo agricolo per la costruzione dei famigerati parchi eolici. Per non parlare dell’incauto approvviggionamento ed esproprio di intere zone a vocazione agricola per la trasformazione dell’energia solare in energia elettrica attraverso l’utilizzo di sistemi agrivoltaici.

 

Parco Eolico nelle zone che sovrastano Volturino

Di fatto, alla luce delle criticità nascoste, la legge europea sul ripristino della natura appena approvata, finisce per danneggiare gli ecosistemi agricoli perché non risponde alla oggettiva necessità di assicurare l’equilibrio tra sostenibilità ambientale, economica e sociale.

La proposta, che ha visto il veto di italia assieme a Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Finlandia e Svezia (con il Belgio che si è astenuto), aveva trovato forti resistenze soprattutto dai partiti della destra europa, secondo i quali avrebbe comportato una serie di vincoli  – così la storia di questa Europa ci ha haimé abituati  – oltre all’auspicabile aumento dei prezzi dei generi alimentari. Proprio Vannia Gava, la viceministra italiana dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, della Lega, ha sottolineato i rischi di una legge che osa definire: «assolutamente non soddisfacente, perché la normativa aumenta gli oneri amministrativi ed economici per il settore agricolo».

L’Austria tradisce se stessa

Alla fine Venti Paesi su 27 approvano il regolamento per una popolazione pari al 66,07 per cento (soglia minima al 65 per cento). Ma la Nature Restoration Law sarebbe stata bocciata dal Consiglio Ue se Leonore Gewessler, in contrasto con le direttive del suo stesso governo austriaco, non l’avesse votata. Ma l’atto di «subordinazione» verso lo stesso governo austriaco di cui si è resa protagonista la ministra dei Verdi Gewessler, che dal gennaio 2020 ricopre l’incarico di ministro federale per la protezione del clima e dell’ambiente, ha sollevato non poche polemiche nel Partito Popolare Austriaco (ÖVP, di centrodestra) in coalizione con in i Verdi.

Infatti, il capo del governo austriaco, il cancelliere Karl Nehammer ha presentato due reclami: il primo presso la Corte di giustizia dell’Unione Europea per chiedere l’annullamento del voto; l’altro per evidenziare un presunto abuso d’ufficio della Gewessler per aver violato le leggi austriache in merito al comportamento «arbitrario» nell’ambito del Consiglio dell’Unione Europea.

Cosa comporta questa legge

Questa legge, che entrerà in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’UE, diventando poi direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, mira a mettere in atto misure per ripristinare almeno il 20% delle aree terrestri e marittime dell’UE entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che necessitano di essere ripristinati entro il 2050. Stabilisce obiettivi e obblighi specifici e giuridicamente vincolanti per il ripristino della natura in ciascuno degli ecosistemi elencati, dai ecosistemi terrestri a quelli marini, d’acqua dolce e urbani. Il regolamento mira a mitigare i cambiamenti climatici e gli effetti delle catastrofi naturali. Aiuterà l’UE a rispettare i suoi impegni internazionali in materia di ambiente e a ripristinare la natura europea.

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