PESCARA – Siamo alla vigilia di Roma – Napoli, la 23esima giornata del campionato Giovanissimi Nazionali Under 15, Girone C. L’occasione è di quelle ghiotte. La Roma di mister Trombetti potrebbe agganciare la capolista Fiorentina che naviga a vele spiegate a quota 53 punti, seguita dai giallorossi a 50 lunghezze del ranking generale.
C’è attesa, condita con tante aspettative per chi vive questi momenti come se fosse sempre l’ultima occasione. Sotto i riflettori della Roma troviamo Dinesh Antonetti, un ragazzone di origini pugliesi, nato a Lucera, poi trapiantato a Pescara. Il 4 maggio prossimo compirà 15 anni, anche se il suo metro e 80 centimentri potrebbe ingannare chiunque non lo conoscesse. Il suo esordio nella formazione giallorossa è stato a dir poco esplosivo in occasione del match con il Catanzaro dell’11 gennaio scorso: dopo appena 4 minuti di gioco è proprio il neoacquisto proveniente dal Pescara, nel ruolo di difensore centrale, a mettere a segno la prima delle quattro reti della giornata. Gli osservatori che contano lo hanno notato da tempo, e qualche club importante aveva già avanzato trattative di livello prima che la Roma lo strapasse all’inizio dell’anno dal Club biancazzurro, la squadra della sua città dove milita suo fratello Roshan, classe 2012. Si può dire che i due fratelli sono cresciuti a pane e pallone: il loro papà, Roberto, ex e talentuso difensore centrale, ha giocato per molti anni nelle Giovanili del Foggia calcio, fino alla Primavera. Roberto, papà di Dinesh, ha sposato Laura, originaria dello Sri Lanka, dopo che un colpo di fulmine, avvenuto negli ambienti del Lucera calcio, li conducesse all’altare, a completamento di un percorso disegnato probabilmente dal destino.

Tutta la famiglia si è trasferita da tempo a Pescara, città dinamica, ospitale e in pieno sviluppo, dove sia Dinesh che suo fratello Roshan si sono dedicati da sempre all’attività sportiva, passando dalla corsa al nuoto, ovviamente con una predisposizione particolare al gioco del calcio, la passione che domina e impera nella famiglia Antonetti. Lo sport, dunque, ha forgiato spirito e corpo di Dinesh che da circa tre mesi vive a Trigoria, il fortino della Roma tanto caro ad una icona capitolina come Francesco Totti. La promessa del calcio italiano vive come un frate trappista, secondo le rigidissime regole scandite dal «collegio di Trigoria» dove frequenta il primo anno del Liceo scientifico sportivo, con un impegno e un profitto esemplare.

«Devo dire che l’impostazione di vita che Dinesh ha condotto anche quando era qui a Pescara – racconta il papà Roberto, oggi affermato “sport mental coach” – era praticamente simile a quella che adesso conduce a Roma. Sia Dinesh che Roshan hanno sempre fatto sport con una certa impostazione e una certa regolarità. Sono entrambi consapevoli che per ottenere dei risultati bisogna condurre una vita fatta di regole e sacrifici, senza precludersi la possibilità di gioire e di vivere e godere delle soddisfazioni quotidiane, secondo una vita semplice, fatta di affetti dove la comunicazione diventa l’elemento dominante della nostra quotidianità».
Dinesh Antonetti ha esordito in modo straordinario nel campionato Giovanissimi Nazionali, un palcoscenico importante per i ragazzi della sua età. Nonostante la giovane età, ha già dimostrato di avere una visione di gioco matura e una tecnica sopraffina. Nel suo debutto con la Roma di Mirko Trombetti, ha impiegato appena 4 minuti per mettere a segno il suo primo gol, un segnale chiaro della sua prontezza, determinazione, freddezza e decisione. Abile nel gestire la palla negli spazi stretti e nel centrare l’obiettivo con scelte rapide e precise. Un inizio così impressionante non è certo cosa da poco e ha immediatamente catturato l’attenzione degli addetti ai lavori e dei tifosi.
«Il “gioco aereo” è la sua arma letale – puntualizza Roberto Anotonetti con malcelato orgoglio – . Quando vede la palla è innata in lui la “fame” di predatore. Tutto è riconducibile ad un lavoro mentale, alla concentrazione. L’80 per cento della prestazione in campo riguarda l’aspetto psicologico: prima di ogni partita bisogna dare priorità all’obiettivo da conseguire. Dinesh ha da sempre questa prerogative che lo distingue da molti altri giocatori».
Dinesh Antonetti non è solo un calciatore dotato di grande tecnica, ma ha anche la mentalità giusta per raggiungere traguardi ambiziosi. Oltre al talento, dimostra anche una grande etica del lavoro. Con il suo impegno quotidiano e la voglia di migliorarsi, sta accumulando esperienza su esperienze che gli permetteranno di crescere ancora di più nei prossimi anni. Il suo cammino, seppur ancora agli inizi, promette di essere ricco di soddisfazioni e successi. La strada intrapresa è quella giusta. Domani è un altro giorno, e la partita che si giocherà nel rettangolo verde del centro sportivo «Fulvio Bernardini» di Trigoria sarà un’altra pagina tutta da scrivere per chi avrà il carattere giusto per passare alla storia.
Massimo Manfregola








