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Spoltore, la poesia greca e il senso del mortale di Catenacci

Si è concluso a Spoltore il ciclo «A tu per tu con la cultura», promosso dall’Accademia di Filosofia delle Scienze Umane (AFSU) e dall’Università del Tempo Libero «Acerbo»
Data: 5 Giugno 2025

SPOLTORE – Si è concluso a Spoltore il ciclo «A tu per tu con la cultura», promosso dall’Accademia di Filosofia delle Scienze Umane (AFSU) e dall’Università del Tempo Libero «Acerbo». Ieri pomeriggio l’ultimo relatore è stato Carmine Catenacci, prorettore vicario dell’Università «Gabriele d’Annunzio» di Chieti-Pescara e ordinario di Lingua e Letteratura Greca che ha nutrito la conversazione dal titolo «Come le foglie. La poesia greca e il senso del mortale» che prende il nome dai versi di Nimnermo, poeta elegiaco vissuto nella seconda metà del settimo secolo avanti cristo.

Cantore dell’amore della bellezza e della giovinezza, considerate un unico insieme dai greci, utilizza un’immagine che ritroviamo nell’Iliade di Omero, quando durante l’incontro tra Diomede e Glauco, paragona le generazioni degli uomini alle foglie: ma se Omero sottolinea la rinascita in primavera, e dunque il ciclo della vita, Nimnermo si concentra sull’aspetto negativo.

A chiudere il cerchio è l’ultima poesia conosciuta di Pindaro, che descrive gli uomini come «sogni di un’ombra» ma in grado, in momenti eccezionali della vita (Pindaro pensava probabilmente alle vittorie sportive) di risplendere per un attimo di luce. La poesia greca antica, lontana dall’attuale esperienza di lettura individuale, era strettamente legato al sacro: su questo si sono sottolineate le parole di Saffo e il rapporto con l’omoerotismo. Esperienze viste come strumenti di formazione: il poeta è un uomo speciale, in grado di vedere al di là del quotidiano.

Autore di studi sulla poesia greca arcaica e sul teatro classico, Catenacci è direttore della storica rivista «Quaderni Urbinati di Cultura Classica» e membro del consiglio direttivo della «Fondazione Lorenzo Valla». Tra i suoi lavori principali il commento a quattro celebri Olimpiche di Pindaro (Pindaro. Le Olimpiche, Mondadori 2013) e l’antologia I poeti del canone lirico nella Grecia antica (Feltrinelli 2010), che raccoglie componimenti di Alcmane, Saffo, Alceo, Stesicoro, Ibico, Anacreonte, Simonide, Pindaro, Bacchilide e Corinna, con l’obiettivo di far dialogare la voce dei classici con la sensibilità contemporanea.

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